sopra le nuvole, il cielo è azzurro


INSTINTIVA ABITUDINE

 

La tendenza all’abitudine è istintiva nell’uomo: l’abitudine dà conforto, sicurezza, evita di pensare e di dover scegliere, attività che implicano una faticosa mess in discussione delle proprie certezze.

Le abitudini alimentari sono poi fra le più radicate: a esse si sacrifica anche la qualità o la scoperta di novità piacevoli e stuzzicanti.

Ecco perchè vi sono accaniti habitué di mediocri locali perfino a dispetto del buon senso.

 

tratto da « il conto dell’ultima cena » di Moni Ovadia.

 

 


IL ROSMARINO

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Il rosmarino è una pianta semirustica che va messa a dimora in marzo in terreno ben drenato e a sud.

Nelle zone particolarmente fredde e umide è bene riporla al riparo in inverno.

Fiore e foglie contengono un profumato olio essenziale stimolante per il sistema nervoso e per quello cardiaco. È ricco di acido rosmarinico dalle preziose qualità antiossidanti, vitamina A, C e E.

È un buon antidolorifico, utile per emicranie, reuma stimi e crampi muscolari, la sua azione più nota è l’azione di fluidificazione e aumento della bile il ché è utile nelle colecistiti e nei calcoli biliari.

Qualche foglia lasciate a macerare per una settimana in vino bianco produce un rinvigorante, utile per vista e cuore, da bere a bicchierini prima dei pasti.

Si può preparare un ottimo impacco ad azione antireumatica preparando un decotto con una manciata di foglie e fiori freschi o essiccati, in un litro d’acqua. Questo decotto, dall’alto potere astringente, può essere anche usato come tonico nella cura delle pelli impure e acneiche e per l’igiene intima.

Nella lotta contro la forfora preparate un infuso al rosmarino, eventualmente unito alla salvia, da usare per risciacquare i capelli.

Versate un cucchiaio di aghi, freschi o essiccati, in una tazza di acqua bollente e lasciate in infusione per 10 minuti, da bere prima e dopo i pasti. Serve per rafforzare la memoria e tonificare nell’affaticamento intellettuale e fisico.


EARTH DAY 2010

 

però ricordiamocene ogni giorno

 

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CARNE E LATTE

 

Una delle più severe proibizioni fatte all’ebreo in campo alimentare è quella di non contaminare carne e latte.

Mi pare opportuno rammentare il profondo significato morale che sorregge questo divieto.

La carne si ottiene solo attraverso la morte di un essere vivente; il latte, al contrario, proviene da una femmina che ha messo al mondo un neonato e con esso lo nutre, dunque è un alimento indossolubilmente legato al creare e dare vita.

Non si deve perciò praticare la pervesione di mescolare vita e morte: il principio è spiritualmente altissimo, ma non scevro da implicazioni disagevoli.

 

tratto da « il conto dell’ultima cena » di Moni Ovadia

 

 


  dans piccoli gesti per stare meglio top

Per destinare il 5×1000 a Greenpeace, bastano due mosse:

1. Metti la tua firma nel primo settore in alto a sinistra, denominato:  
« Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilita’ sociale … ».

2. Inserisci nel modulo il codice fiscale 97046630584.

A te non costa nulla. Per noi fa la differenza. Grazie!

 

 

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MELISSA, melissa officinalis

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la melissa, nota anche come cedronella o erba limone, è facilmente coltivabile in qualsiasi tipo di terreno, essendo una pianta rustica e perenne, con tendenza all’invazione di qualsiasi spazi trovi liberi.

la posizione preferita è in semi-ombra.

le foglie, dal caratteristico profumo di limone, vengono impiegate per aromatizzare frittate, insalate, pesce, marmellate, macedonie di frutta. molto impiegata per la preparazione di liquori.

della melissa si utilizzano le foglie (raccolte in giugno) e le somminità fiorale (all’inizio della fioritura). Deve essere essiccata molto rapidamente in un luogo ombroso e ben ventilato affinchè non perda le sue proprietà.

l’infuso di melissa viene utilizzato nei casi di nervosismo, eccitazione nervosa, vertigini, digestioni difficili e per stimolare l’appetito.

l’infuso aggiunto all’acqua del bagno o usato come tonico per la pelle è un ottimo stimolante e detergente.

la melissa è pianta di Venere per eccellenza, cioè pianta medicinale per i disturbi femminili. Infatti, conosciuta fin dal Medioevo per le sue proprietà antiisteriche e sedative, è capace di curare una serie di problemi tipicamente femminili: ansia, disturbi gatrici, disturbi premestruali.

è considerata un riequilibrante del sistema nervoso dalle proprietà toniche e rilassanti. il medico Avicenna già nell’XI secolo attribuiva alla specie “la meravigliosa proprietà di rallegrare e confortare il cuore”.

ottimo l’uso in cucina in abbinameno con insalate, zuppe e marinate.

il suo profumo di limone si sposa perfettamente con le bevande a base di menta e succo d’arancio.

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SANTOREGGIA, satureja hortensis

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la santoreggia, satureja hortensis, è una specie annuale, preferisce i terreni asciutti, non neccessità di fertilizzazione o potature, e preferisce la siccità ad un eccesso di annaffiature.

le foglie, molto aromatiche, vengono raccolte poco prima della fioritura e usate per dare sapore a piatti di carne e pesce. anche i fiori possono essere usati. entrambe le parti sopportono l’essicazione.

la santoreggia si utilizza cruda o come infuso per la stanchezza, i problemi digestivi, le infiammazioni all’apparato intestinale e le brochiti.

le compresse dell’infuso sono ottime per le rughe, in particolare se fatte assieme alla salvia.

il decotto di santoreggia aggiunto all’acqua del bagno è ottimo per tonificare e purificare la pelle.  

mescolata assieme alla salvia, alla verbena odorosa ed al rosmarino ha un effetto afrodisiaco (i greci la dedicavano a dioniso, capace di far perdere a uomini e donne le inibizioni perché potessero lanciarsi in danze sfrenate e liberatorie. questi precedenti fecero si che ai monaci medievali fossero vietati la coltivazione e il consumo della pianta).

in cucina per il suo sapore quasi piccante che ricorda il timo viene utilizzata per aromatizzare varie pietanza che tra l’altro rende più digeribili.

conservano meglio le loro proprietà curative se le santoreggia sono conservate in mazzetti e sminuzzate al momento dell’uso. 

in bulgaria, la santoreggia è protagonista di varie preparazioni, tra cui il piatto nazionale: involtini di cavolo farciti con cipolla, riso, carne trita, prezzemolo, aneto, paprica, pepe e appunto santoreggia.
 

molte cucine preferiscono utilizzare l’erba acciuga (come viene anche chiamata la santoreggia) per condire verdure e soprattutto legumi. Il gusto intenso e aromatico della santoreggia, lievemente pungente, si sposa a meraviglia anche con cavoli, zucchine, patate, funghi, pomodori e molti altri ortaggi.

non è consigliabile farla cuocere a lungo, meglio aggiungerla a fine cottura.

un infuso delle cime fiorite di santoreggia favorisce la digestione, attenua i dolori allo stomaco, riduce la flatulenza e agisce contro la diarrea.

le foglie fresche sminuzzate e applicate sulle punture di insetti calmano il dolore, mentre le cime fiorite fatte macerare nel vino forniscono un buon tonico.


NESTLE VERSUS URANGHI

 

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Kit Kat – croccante cioccolato che distrugge le foreste. Nestlé, il produttore di Kit Kat, acquista olio di palma da aziende che stanno devastando la foresta pluviale indonesiana, minacciando la sopravvivenza delle popolazioni locali e spingendo inevitabilmente gli oranghi verso l’estinzione.

Tutti abbiamo bisogno di una pausa ogni tanto ma non vogliamo per questo renderci responsabili della distruzione di una preziosa foresta pluviale.

Chiediamo a Nestlé di concedere una pausa anche agli oranghi e alle foreste indonesiane e di non acquistare mai più olio di palma da aziende responsabili della distruzione di uno degli ultimi polmoni del nostro pianeta.

 

Puoi fare qualcosa qui.

 


PIMPINELLA, Sanguisorba Officinalis

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la pimpinella è un erbacea perenne che richiede un terreno sciolto e un’esposizione soleggiata.

viene utilizzata, fresca o essicata, per aromatizzare insalate, minestre e vini. è da evitare le foglie troppo grandi.

usate le foglie giovani appena raccolte per sfruttare meglio il loro sapore di cetriolo ed evitare l’appassimento. quelle più tenere sono adatte alle insalate.

da un punto di vista medico è usato come stimolante dell’appetito e blando astringente intestinale.

questa piantina resiste bene al freddo e produce foglie verdi anche durante i mesi della stagione invernale.

è un’erba aromatica originaria dell’europa, molto popolare nell’inghilterra elisabettiana, caduta in disuso nella maggior parte delle località, per quanto sia ancora usata in alcuni piatti della cucina italiana o francese.

 

 


CIBO COME ATTO DI LIBERTA’

 

Molti di noi consumano cibarie sulla base di un martellamento pubblicitario, di un’utilità funzionale al modello di vita dentro cui siamo stati incastrati da interessi altrui.

Eppure, ciò che entra nel nostro organismo può produrre le più diverse conseguenze. Quando ascoltiamo le parole di un bravo alimentarista, percepiamo la ricchezza di ogni molecola, di ogni vitamina, di ogni oligoelemnto, di ogni proteina che costituisce carburante e riserva per il corpo e il cervello.

Mangiare vuol dire vivere, non sopravvivere. E se decidiamo la nostra vita a partire da ciò che scegliamo per il nostro desco, quella decisione è un atto di libertà.

 

tratt oda « Il conto dell’ultima cena » di Moni Ovadia

 

 


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