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Crescita senza fine: serve cambiare modello

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La decrescita della popolazione è parte della soluzione

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RIENTRO DOLCE, LO PENSAVA ANCHE LUI

 

Non vi è situazione umana più tragica della persistenza di una condizione nociva per cui un rimedio è immediatamente disponibile.

A differenza delle pestilenze degli anni bui o delle malattie contemporanee che ancora non comprendiamo, la piaga moderna della sovrappopolazione è risolvibile con mezzi che ci sono noti e con risorse che sono in nostro possesso.

Quel che manca è non già una sufficiente conoscenza della soluzione, ma la consapevolezza universale della gravità del problema e la diffusione di informazione tra i miliardi di persone che ne sono vittime.

Martin Luther King


rientro dolce in video

 

 

La cicogna, uccello della guerra

 

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Rientro dolce

Nel 18° secolo Malthus scrive: « Il genere umano ha un potenziale di crescita infinitamente superiore rispetto alle capacità della Terra di produrre i mezzi di sussistenza » 

Tranne che per il fatto che il nostro uomo non prese in considerazione la capacità inventiva di sviluppo tipica dell’uomo. E senza contare che non aveva avuto modo di constatare quanto sarebbe stato importante per lo sviluppo tencologico la scoperta dei combustibili fossili (carbone, petrolio, …) e la relativa potenzialità di produzione di beni di consumo alimentare. 

I macchinari inventati permisero di sfruttare di più e più velocemente terreni fertili e aumentare in modo esponenziale la disponibilità di cibo. Ma allora perché ci sono ancora tante persone, centinaia di milioni, che soffrono di malattie dovute alla malnutrizione? E invece ci sono paesi, in percentuale decisamente più bassa, dove, in contrapposizione, l’obesità, e le malattie derivanti, è all’ordine del giorno, facendo la gioia di dietologi? Il problema riguarda dunque la distribuzione del cibo, la contrapposizione di zone fertili a quelle in pieno processo di desertificazione. 

Questa contrapposizione di disponibilità va inoltre a pari passo con una demografia in espansione nei paesi più poveri, meno industrializzati e meno acculturati, con la caduta libera delle nascite nei paesi più ricchi, dove l’abbondanza a disposizione di tutti. 

Credere che il numero negativo delle nascite nei paesi del primo mondo venga colmato dalle nascite dei paesi poveri è semplice utopia. I poveri non hanno neanche la possibilità di migrare. E sarebbe di un egoismo mostruoso e una totale mancanza di previsioni intelligente per il futuro, lasciare che l’aumento demografico selvaggio e senza controllo di tanti paesi controbilanci il calo delle nascite di alcuni paesi.

Perchè, a conti fatti, la terra è sovrappopolata. La popolazione mondiale, valutata ad un miliardo nel 1800, è moltiplicata in modo tragico per arrivare ai valori attuali di 6,7 milliardi. 

La terra, da sola, non è più in grado di dare a tutti in modo uguale. 

Siamo al colasso. 

Se guardiamo nel nostro piccolo, ci vediamo tutti a posto, con la macchina, la
casa, cibo a volontà, aria climatizzata, … Mentre i più vanno ancora a dorso di asino, senza acqua potabile, vivendo in capanne di fango. Ma anche queste persone desiderano avere l’auto, il cinema e la pizza di sabato sera. 

E quando ne avranno la possibilità, che succederà? Qualcuno dirà loro che non è possibile perché non ci sono le risorse necessarie per tutti? 

È per questo che è tempo di parlare di rientro dolce, cioè di un calo della popolazione, attraverso la riduzione volontaria della natalità, fino al rientro del numero della popolazione mondiale sotto i due milliardi. 

Questo non significa imporre aborti, numeri legali di figli o sterilizzazione, ovviamente. Ma una presa di coscienza intelligente e motivata. Significa cultura della vita, maggiore istruzione per tutti, diritti di scelta e rispetto per le donne. 

È aberrante che ancora adesso muoiono ogni anno più di mezzo milione di donne per gravidanze portate avanti in condizioni sanitarie inadeguate. Senza contare l’alta mortalità infantile legata a malnutrizione e malattie oggi facilmente curabile. 

Per fare fronte a questo scenario di miserie, fame e morte “basterebbe” istruire la popolazione ad un adeguata pianificazione famigliare, unita ad un miglioramento delle condizioni di vita. Gli stati dovrebbero mettere a disposizione i mezzi per garantire una consapevole gravidanza ad ogni donna, o, al contrario la possibilità di scegliere di non avere figli. 

Contraccezione come mezzo di sviluppo consapevole e meditato, come scelta personale,  non come obbligo imposto dallo stato

La pianificazione famigliare dovrebbe prendere in considerazione e promuovere una lotta alle gravidanze indesiderate, troppo ravvicinate e precoci, ma anche quelle a quelle tardive, con i mezzi per migliorare le condizioni di vita , e di conseguenza di salute, della donna e dei suoi figli. 

Inoltre non bisogna mai perdere di vista che esiste un legame molto forte tra pianificazione famigliare e gradi di istruzione, e quello delle donne è spesso molto basso se non addirittura inesistente. 

Nessuno può più credere che la sovrappopolazione contribuisce unicamente a problemi ambientali legati alle risorse di acque potabile, aria e territori. La sovrappopolazione metterà in serio pericolo, a livello mondiale, la sicurezza alimentare, l’assistenza sanitaria e la pace. 

Rientro dolce
Album : Rientro dolce

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Dans le 18° siècle, Malthus écrit: « Le genre humain a une capacité de croitre supérieure par rapport aux capacités de
la Terre de produire les moyens de subsistance” 

Seulement notre homme ne prit pas en considération la capacité inventive de développement typique de l’homme, sans compter qu’il n’eut pas la possibilité de constater l’importance, pour le développement technologique, de la découverte des combustibles fossiles (charbon, pétrole, …) et la capacité relative de produire des biens alimentaires. 

Les machines inventées ont permis d’exploiter plus et plus rapidement les terrains fertiles et d’augmenter de manière exponentiel la disponibilité de la nourriture. Mais alors pourquoi existent-il encore tant de personnes, des centaines de millions, qui souffre de maladies dues à la malnutrition ? et par contre des pays, en un pourcentage décidément plus bas, où l’obésité, et ses maladies, sont à l’ordre du jour, faisant la joie des diététiciens? 

Le problème regarde donc la distribution et l’opposition des zones fertiles et de celles en plein procès de désertification. 

Ce contraste de disponibilité va en parallèle avec une démographie en expansion dans les pays les plus pauvres, moins industrialisés et acculturés, avec une chute libre des naissances dans les pays plus riche, où l’abondance est à disposition de tous. 

Croire que le numéro négatif des naissances dans les pays du premier monde sera comblé par le nombre positif des naissances du tiers et quart monde est utopie. Les pauvres non même pas le moyen d’émigrer. Et ce serait d’un égoïsme monstrueux, et d’un manque total de prévision intelligente pour le futur, laisser que l’augmentation démographique sauvage et sans control de tant de pays vienne à équilibrer la chute des naissance de quelques pays. 

Parce que, à être clair, la terre est surpeuplée. La population mondiale, évalué à un milliard en 1800, è multipliée de façon tragique pour arrivée aux valeurs actuelles de 6,7 milliard. 

Une seule terre n’est plus à même de donner à tous de la même manière. 

Nous sommes au collapsus 

Si nous regardons dans notre petit jardin, nous voyons tout en ordre… la voiture, la maison, la nourriture à volontiers, l’air climatisée, … tandis que la grande partie du monde voyage encore à dos d’âne, vivant dans des maisons de boue, sans eau potable, … mais ces mêmes personnes désirent aussi la voiture, le cinéma et la pizza le samedi soir. 

Et quand ils en auront la possibilité.. qu’est-ce qui se passera? Quelqu’un ira leur dire que ce n’est pas possible parce qu’il n’y a pas assez de ressource pour tout le monde ? 

C’est pour ça qu’il est grand temps de parler de retour doux, c’est-à-dire d’une diminution de la population, par une réduction volontaire de la nativité, jusqu’à rentré sous un numéro de la population mondiale en-dessous de 2 milliards. 

Cela ne signifie pas d’imposer l’avortement, un numéro légal d’enfant ou la stérilisation, c’est évident. Mais une prise de conscience intelligente et motivée. Cela signifie culture de la vie, plus d’instruction pour tous, droit au choix et respect pour les femmes. 

C’est aberrant qu’encore maintenant, chaque année, plus de la moitié d’un million de femme meurt à cause de grossesse dans des conditions sanitaires impropres. Sans compter sur le taux de mortalité de l’enfance lié à la malnutrition et aux maladies facilement soignables. 

Pour faire front à ce scénario de misère, faim et mort il « suffirait » d’instruire la population à une planification familiale adéquate, unie à une amélioration des conditions de vie. Les gouvernements devrait mettre à disposition les moyens pour garantir une grossesse informée à toutes les femmes, ou bien, au contraire, la possibilité de choisir de ne pas avoir d’enfants. 

La contraception come moyen de développement conscient et pesé, comme choix personnel, et non pas une obligation imposée pas l’état. 

La planification familiale devrait prendre en considération et promouvoir la lutte aux grossesses indésirables, rapprochées, précoces ou même tardives, avec les moyens pour améliorer les conditions de vie, et de conséquence de santé, de la femme et de ses enfants. 

De plus il ne faut jamais perdre de vue le fait qu’il existe un lien très fort entre la planification familiale et l’instruction, et celle des femmes est souvent fort bas si non pas totalement absent. 

Personne ne peut vraiment croire que la surpopulation contribue uniquement aux problèmes de l’environnement liés à l’eau potable, air et le territoire. La surpopulation met sérieusement en danger, au niveau mondial, la sureté alimentaire, l’assistance sanitaire et la paix. 


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