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COPENHAGEN

 

 

Il 7 dicembre, prenderà il via la quindicesima Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima, riunendo i governi del mondo.

Manca dunque pocchissimo a questo appuntamento.

E non manca niente al limite estremo per salvare il pianeta così come lo conosciamo.

Non è più tempo di essere orgogliosi di dividere la carta dalla plastica e di vantarsi di non aver usato la macchina domenica scorsa.

Non è più tempo di sperare, è tempo di agire, e in fretta se vogliamo salvare il salvabile.

Perchè ci sono già dei danni irreparabili. Animali scomparsi definitivamente da intere zone.

E TUTTI gli organismi hanno un posto e un utilità.

Non ci sono piccole o grande perdite. Solo perdite.

Gli insetti, così piccoli, sono uno dei fondamenti della vita, senza di loro non c’è possibilità d’impollinazione. In certe regioni del globo siamo già arrivati a dover eseguire l’impollinazione manuale.

La terra ha già visto delle catastrofe naturali che hanno fatto sparire degli organismi, vedi i dinosauri. 

Ma erano catastrofe naturali, ora siamo distruggendoci con le nostre mani, se non vogliamo essere i dinosauri di turno, sparendo del tutto, dobbiamo fare qualcosa, tanto e in fretta.

 

 

 

Le 7 décembre, la 15° conférence des Nations Unies pour le Clima commencerà, réunissant les gouvernements du monde.

Il manque donc pas grand chose à ce rendez-vous.

Et il manque encore moins à la limite finale pour sauver la planète telle que nous la connaissons. 

Il n’est plus temps d’etre orgueilleux de diviser le papier du plastique et de se vanter de ne pas avoir utilisé la voiture dimanche dernier.

Il n’est plus temps d’espérer, il est temps d’agir, et rapidement encore, si nous voulons sauver quelque chose.

Car il y a déjà des dégats irréparables. Animaux disparus à jamais dans des zones entières.

Et TOUS les organismes ont leur place et leur utilité.

Il n’existe pas de petites pertes, seulement des pertes.

Les insectes, si petits qu’ils soient, sont fondamentaux, sans eux il n’y a pas de pollination. Dans certaines régions di monde nous en sommes déjà à la pollination manuelle, car il n’y a plus les insectes nécessaires.

La terre a déjà subit des catastrofes naturelles qui ont fait disparaitre des organismes, voir les dinosaures.

Mais c’était des catastrofes naturelles, maintenant nous sommes en train de nous détruire de nous memes, et si nous ne voulons pas etre les dinosaures en question, disparaissant tout à fait, il faut agir, vite et bien.


APPELLO AMNESTY INTERNATIONAL

 

bambino200.jpg

 

Poco prima della mezzanotte del 2 dicembre 1984, nella città di Bhopal, nell’India centrale, migliaia di tonnellate di sostanze chimiche letali fuoriuscirono dall’impianto per la produzione di pesticidi della Union Carbide Corporation (Ucc). Circa mezzo milione di persone fu esposto a questi gas tossici. Nel giro di pochi giorni ci furono tra le 7000 e le 10.000 vittime e altre 15.000 nei 20 anni successivi. 
 
A distanza di quasi 25 anni l’area di Bhopal non è mai stata bonificata, né sono state condotte inchieste adeguate sull’incidente e sulle sue conseguenze. Più di 100.000 persone continuano a subire gli effetti della contaminazione senza la necessaria assistenza sanitaria e i sopravvissuti sono ancora in attesa di ottenere una riparazione equa per le sofferenze che il disastro ha provocato. In India è ancora aperta una causa penale. Nel dicembre 1991, la magistratura di Bhopal ha ordinato la comparizione in tribunale dell’allora amministratore delegato della Union Carbide, Warren Anderson, per rispondere alle accuse di omicidio colposo per la fuoriuscita dei gas tossici. Anderson non si è presentato in aula e nessuno dei tentativi di ottenerne l’estradizione dagli Usa è andato a buon fine.

Nel 1994, la Union Carbide Corporation (Ucc) ha venduto la sua quota azionaria del 50,9 per cento della Union Carbide India Limited (Ucil), l’azienda che possedeva la fabbrica al momento del disastro, alla MacLeod Russell (India) Limited di Calcutta. La Ucil è stata ribattezzata Eveready Industries India, Limited. La Ucc ha allora dichiarato: « A seguito della vendita della propria quota della Ucil, la Union Carbide non ha più alcun interesse – né responsabilità – nell’impianto di Bhopal, mentre la Eveready Industries continua a detenere il possesso esclusivo del terreno in concessione dal governo dello stato del Madhya Pradesh ». Nel 1998 la Eveready Industries ha restituito la concessione sul terreno dell’impianto di Bhopal al governo dello stato del Madhya Pradesh, apparentemente dietro richiesta del governo stesso.

Nel febbraio 2001, la Ucc è passata sotto il totale controllo della Dow Chemical Company. Anche se la Union Carbide ha continuato a essere un’entità giuridica separata, la sua identità aziendale e tutte le sue attività sono interamente integrate con quelle della Dow. Dow Chemical ha dichiarato pubblicamente di non avere alcuna responsabilità per la fuoriuscita delle sostanze tossiche o per l’inquinamento provocato dall’impianto di Bhopal.

 

 

FIRMA L’APPELLO


l’olio fonte di inquinamento – l’huile source de pollution

 

parlo dell’olio usato in casa… quello della scattola di tonno, l’olio sul fondo della boule di verdura o della teglia dell’arrosto della domenica.

Quando quest’olio finisce nello scarico dell’acqua per viaggiare fino ai corsi d’acqua o in mare l’inquinamento che ne deriva è folgorante.

 l’olio, avendo una massa più leggera dell’acqua, si allarga in modo esponenziale fino a creare delle macchie più o meno estese che soffocano il sistema biologico acquatico.

Per cui non versate gli oli alimentari nel lavello.

 

 

 

je parle de lhuile alimentaire utilisé à la maison…. celui des boites de thon, l’huile sur le fond de la boule de légumes ou du gigot du dimanche.

quand cet huile finit dans les tubes de l’eau, au moment du déchargement de la vaisselle, pour finir dans les cours d’eau ou à la mer, la pollution qui en dérive est fulgurant.

L’huile, étant plus légère que l’eau, s’élargit terriblement pour créé des taches plus ou moins large qui suffoquent le système biologique acquatique.

Donc évitez de jetter les huiles dans le lavabo.


((o_o))

 

Chi usa il criterio di « naturale », « ecologico », « biologico », « sano », …. si trova spesso e volentieri davanti ad una via senza uscita dovuto alla mancanza di informazioni.

Non solo deve tenere a mente un bel pò di informazioni che, per legge, dovrebbero essere messe chiaramente in bella mostra, ma deve (dovrebbe?) approfondire per conto suo visto che alcuni dati non sono messi in chiaro.

Un prodotto « buono », non è necessariamente quello venduto nel repparto biologico, o quello circondato da un’aurea verde. I valori da tenere a mente sono una moltitudine pressochè infinita.

Si possono riassumere in una parola: impronta ecologica.

E’ un argomento complesso che fa venire le vertigini per la vastità della cosa.

Tutti gli oggetti che ci circondano e che usiamo hanno un impronta, cioè un valore di inquinamento. Che sia la penna, le scarpe, la mela, le tende, il cucchiaino, il telefono, il pommello dell’armadio o il nastro nei cappelli, tutti questi oggetti hanno un valore di inquinamento dovuto a

- le materie prime che lo compongono (che a loro volta hanno un impronta di inquinamento),

- i mezzi di trasporto per portare queste materie prime in fabbria (che a loro volta hanno un impronta di inquinamento),

- i macchinari per produrli (che a loro volta hanno un impronta di inquinamento),

- i mezzi di trasporto per portali in negozio (che a loro volta hanno un impronta di inquinamento),

- via dicendo….

 

un esempio?

le scarpe ai vostri piedi: da qualche parte è stato espropriato un gruppo di persone per usare il terreno stato disboscato un pezzo di terra per coltivare il mangime della mucca che verrà portata (su un camion – per cui strade, benzina, gomme delle ruote, ….) al maccello dove verrà recuperata la sua pelle che verrà trattata (chimicamente) poi spedita in qualche paese sud-asiatico e assemblata in forma di scarpa poi impacchetata (albero abbattuto, trattamento – chimico – per ricavare il cartone della scatola, …) spedita in un negozio (di nuovo camion, … ), in attesa che qualcuno (con la sua macchina) venga a comprarle.

fa venire le vertigini, vero? e questo è un esempio super simplificato.

Tutto ha un impronta, non si potrà mai arrivare ad un valore pari a zero. Forse i nostri antenati che vivevano nelle caverne, e comunque prima della scoperta del fuoco (=emissione di CO2).

Questo non significa che possiamo buttare la spugna e non preoccuparsi più di niente. Si può deve fare qualcosa per limitare i danni e anche equilibrarli. 

Limitare l’emissione di CO2, e piantare alberi per controbilanciare quel poco che non si può fare a meno di produrre – non credo che vogliate tornare ai tempi delle caverne, mangiando carne cruda e coperti di pelle di animali – o no?

 

 

 

Qui utilise un critère de « naturel », « écologique », « biologique », « sain », … se retrouve trop souvent devant à une impasse du au manque d’information.

Non seulement il devrait se rappeller de pas mal d’informations qui, selon la loi, devrait etre indiquées clairement, mais, de plus, il devrait doit approfondir pour son compte certaines données ne sont pas à connaissance de Monsieur Toutlemonde.

Un produit  »bon », n’est pas nécéssairement celui qui est vendu dans le magasin biologique, ou celui qui a un alone vert. Les valeurs à tenir présentes sont en quantité infinie.

On peut résumer tout ça en un mot: empreinte écologique.

Il s’agit d’un argument complexe qui fait venir quelques vertiges vu la vastité de la chose.

Tous les objets qui nous entourent et que nous utilisons créent une empreinte, c’est à dire une certaine quantité de pollution. Que ce soit un bic, des chaussures, une pomme, un rideau, une petite cuillère, le téléphone, le pommeau de l’armoire ou le ruban dans les cheveux, tous ces objets ont une valeur de pollution du à:

- les matières premières qui le composent (qui ont aussi une empreinte écologique)

- les moyens de transport pour porter ces matières premières à l’usine (qui ont aussi une empreinte écologique)

- les machines de production (qui ont aussi une empreinte écologique)

- les moyens de transport de l’usine à la boutique (qui ont aussi une empreinte écologique)

- etc…

un exemple?

Les chaussures à vos pieds: quelque part un terrain a été exproprié à ses propriétaires à été livellé pour planter la soia pour les vaches qui seront porter (en camion – et donc route, essece, roues, ….) pour etre dépecées, la peau sera récupérée et traittée (chimiquement) puis expédiée dans quelques pays sud-asiatique assemblée en chaussure puis encartonée (arbres abatus, traittement – chimique – pour le carton de la boite, …) expédiées dans une boutique (de nouveau un camion, …) en attendant que quelqu’un (avec sa voiture) vienne les acheter.

ça fait venir un peu le vertige, non? et ce n’est qu’un exemple super simplifié.

Tout a une empreinte, nous ne pourons jamais arriver à une valeur zéro. Peut-etre nos ancetres qui vivaient dans les cavernes, et de toute manière avant la découverte du feu (=émition de CO2).

Cela ne signifie pas que nous devons baisser les bras et ne plus nous préoccuper de rien. nous pouvons devons faire quelque chose pour limiter les dégats et les équilibrer en meme temps.

limiter l’émition de CO2, et planter des arbres pour équilibrer ce qu’on ne pourra jamais éviter de produire – je ne crois pas que vous voulez retourner au beau des temps des cavernes, en mangeant de la viande crue et couvert de peau de bete, ou non?


une grande baffe contre les petites mauvaises odeurs

Durant une conversation avec une collègue, il semblerait que TOUT ce qui est mis dans les cloches pour le recyclage doit etre PROPRE et donc LAVE.

Moi ça me rebutte plutot beaucoup d’utiliser et gaspiller de l’eau pour rincer un vase de yogurt ou le pack du jus de fruit.

Alors je les lave avec ma vaisselle, à la fin. L’eau n’est plus tout à fait propre mais c’est suffisant pour ce que je dois faire.

Et en plus ça évite les mauvaises odeurs qui se créent avec la chaleur de l’été. Toujours ça de gagné.

Faites-vous du bien en faisant de bien à tous.

une grande baffe contre les petites mauvaises odeurs dans ecologicamente parlando SxT_la_via%2520degli_odori%2520copy

Rimanendo in tema di riciclo, parlando con una collega, sembra che TUTTO quello che va riciclato deve essere PULITO e dunque LAVATO.
Mi dà decisamente fastidio usare e abusare di acqua per riciaquare il vasetto dello yogurt o il cartone del succo.
Allora li lavo con i piatti, alla fine. L’aqua non è più tanto pulita ma è sufficente per l’uso che devo farne.

E inoltre evita i cativi odori che si sviluppano con il caldo. Tanto di guadagnato.


UNA TAZZA DI TE? UNE TASSE DE THE?

 

Voglia di una tazza di tè?

Cerchiamo di evitare di scaldare più acqua del necessario.

Risparmieremo così sull’energia e sprecheremmo meno acqua. emoticone

 

 

 

the.jpg

 

 

Envie d’une tasse de thé?

Evitons de réchauffer plus d’eau de ce que nous irons à utiliser.

Nous épargnerons donc ainsi de l’énergie et nous gaspillerons moins d’eau. emoticone

 

 


INQUINAMENTO MONDIALE – POLLUTION MONDIALE

 

Ecco alcune delle città più inquinate del mondo, tenendo conto delle sostanze inquinanti presenti sul territorio e dei metalli pesanti nell’ambiente e nei corpi umani. I cui effetti provocano malformazioni dei neonati con ritardi mentali e tumori, senza contare i danni che risulteranno nel tempo e dei quali abbiamo solo un’idea vaga.

Non è una classifica perché tutte queste sono tutte a pari (de)merito.

Linfen (Cina) – cuore della regione carbonifera dello Shanxi, dove la gente soffoca per la polvere, considerata una delle peggiori e più inquinate in assoluto. Qui viene prodotto i due terzi del fabbisogno cinese di energia, ma anche del monossido di carbonio, arsenico e le temibilissime particelle sottili.

Chernobyl (Ucraina) – resa tristemente famosa dall’esplosione nucleare del 1986, cento volte più potente di Hiroshima e Nagasaki.

Milano (Italia) – una delle metropoli europee più inquinate dalla presenza di polvere sottili nell’aria. Questo genere di smog provoca cancro e problemi respiratori.

Haina (Repubblica Dominicana) – impregnata di piombo a causa di un impianto (ormai smantellato) di riciclaggio di batterie di automobili.

Pittsburgh (USA) – ex capitale dell’acciaio, questa città detiene il titolo di città più inquinata d’America, titolo che apparteneva in precedenza alla città di Los Angeles. La Sua aria risulta la più irrespirabile di tutti gli Stati Uniti.

Ranipet (India) – regno del cromo esavalente, per via della presenza di concerie di pellame. Questa sostanza provoca tumori e malattie di tipo genetico. Tre milioni e mezzo di persone sono a rischio per la presenza dello stoccaggio all’aria aperta di milioni di tonnellate di scorie accumulate in un ventennio.

Città del Messico (Messico) – dove l’inquinamento tipico delle grandi città è esacerbata dalla posizione geografica (circondate da montagne e ad un livello sul mare tale da trasformarla in una conca dove si deposita tutto lo smog).

La Oroya (Perù) – dove il 19% dei bambini hanno un tasso di piombo nel sangue superiore al limite accettabile fissato dall’OMS, ed il cui sviluppo mentale è compromesso. La pioggia acida ha distrutto la vegetazione, modificando l’ambiente naturale, in seguito alle emissioni tossiche proveniente da alcune industrie pesanti.

Dakar (Senegal) – qui l’acqua distribuita con la rete idrica viene raccolta nella baia di Hann e contiene streptococco fecali che eccedono di 17 volte i limiti reputati “salubri”.

Norilsk (Russia) – città industriale ricca di fabbriche, eredità della guerra fredda, che rilasciano particelle nocive per la salute, valutate ad oltre 4 milioni di tonnellate di metalli pesanti quali cadmio, piombo, nickel, arsenico, selenio e zinco. Una delle metropoli più inquinate della Russia, la neve è nera, l’aria odora di zolfo e l’aspettativa di vita per i lavoratori dell’industria pesante è di dieci anni inferiore alla media degli altri russi.

Sumgayt (Azerbaijan) – centro di industrie chimiche e di pesticidi, dichiarata di disastro ambientale.

Dzerzinsk (Russia) – sito di un impianto di armi chimiche dell’era sovietica. Dove vivono circa 300 mila persone potenzialmente a rischio per la presenza di scarti chimici e tossici. Qui l’aspettativa di vita degli abitanti è di 42 anni per gli uomini e 47 per le donne.

Zabwe (Zambia) – covo di piombo e cadmio. La situazione vi è preoccupante da oltre 10 anni, soprattutto per il livello di contaminazione raggiunto dalle acque. È una delle 6 città ubicate nella zona di Copperbelt, aerea industriale famosa per i giacimenti minerari. Oggi le industrie e miniere non sono più attive ma è rimasto il livello di contaminazione del suolo da piombo, zinco, cadmio e rame di gran lunga maggiore rispetto alle soglie indicate dall’OMS.

Cubatao (Brasile) – cuore del polo chimico brasiliano dove vivono 2 milioni di persone.

 

INQUINAMENTO MONDIALE
Album : INQUINAMENTO MONDIALE

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Voici quelques-unes des villes les plus polluées du monde, tenant compte des sustances polluantes présentes dans le terrain et du métal lourd dans l’environnement et le corps humain. Et dont les effets provoquent malformation chez les nouveaux nés avec retard mental et tumeurs, sans compter les dégats qui ressortiront dans le futur et des quels nous n’avos, pour le moment qu’une vague idée.

Ce n’est pas une classification car toutes ces villes sont « gagnantes ».

Linfen (Chine) – coeur de la région carbonifère du Shanxi, où la population étouffe à cause de la poussière, considérée une des plus polluée en absolu. Ici on produit deux tiers de la quantité nécessaire aux nécéssité énergétique de la Chine, mais aussi le monoxide de carbone, l’arsénique et les terribles poussières fines.

Chernobyl (Ukrainie) – tristement connue à cause de l’explosion ucléaire du 1986, cent fois plus puissante d’Hiroshima et Nagasaki.

Milano (Italie) – une des métropoles européenne plus polluée de l’Europe par la présence de poussières fines dans l’atmosphère. Ce genre de pollution provoque le cancer et des problèmes aux voies respiratoires.

Haina (Repubblica Dominicana) – inprégnée de plomb à cause d’une industrie (maintenant fermée) de recyclage de batterie d’autos.

Pittsburgh (USA) – ex capitale de l’acier, cette ville détient le titre de ville plus poluée d’Amérique, titre qui appartenait en précédence à la ville de Los Angeles. L’air y est en absolut la moiins respirable de tous les Etats Unis.

Ranipet (India) – royaume du chrome, à cause de la présence d’une intustrie de traitement de peaux et cuirs. Cette substance provoque le cancer et malaties génétiques. trois milions et demi de persones sont à risque à cause de la présence de stockage à l’air libre de milion de tonnes de déchets acumulés dans les 20 dernières années.

Citté du Mexique (Mexique) – où la pollution typique des grandes villes en exarcerbé par la position géographique (entourée de montagnes et un liveau sur la mer qui la transforme en une coupe où se dépose tout le smog)

La Oroya (Perù) – où le 19% des enfants ont une quantité de plomb dans le sang supérieure à la limite aceptable fixèe par l’OMS, et dont le développement mental est compromis. La pluie acide a détruit la végétation, modifiant l’environnement naturel, suite aux émitions toxiques provenant de plusieurs indutries lourde.

Dakar (Senegal) – ici l’eau distribuée proient de la baie de Han et contient des streptocoques 17 fois supérieurs aux limites de salubrité.

Norilsk (Russie) – ville industrielle riche, hérédité de la guerre froide, qui relache des poussières dangereuses pour la santé, évalués à plus de 4 milion de tonne de métal lourd come le cadmio, le plomb, le nickel, l’arsénique, le sélène et le zinc. Une des métropoles russes la plus polluée, la neige est noire, l’air sent le zolfe et l’espérence de vie pour les travailleurs de l’industrie lourde est de dix ans en moins à la moyenne des autres russes.

Sumgayt (Azerbaijan) – centre de l’industrie chimique et de pesticide, déclarée désastre naturel.

Dzerzinsk (Russie) – site industriel de production d’armes chimiques soviétique. Où vivent 300 milles personnes à risque pour la préèsence de déchets nimiques et toxiques. Quidi un impianto di armi chimiche dell’era sovietica. Dove vivono circa 300 mila persone potenzialmente a rischio per la presenza di scarti chimici e tossici. Ici l’espérance de vie est de 42 ans pour les hommes et 47 pour les femmes.

Zabwe (Zambia) – ville saturée de plomb et cadmio. la situation est des plus prèocupante depuis plus de 10 ans, surtout pour le niveau de contamination des eaux. C’est une des 6 villes de la zone de Copperbelt, zone industrielle connue pour les puits minéraires. Aujourd’hui les industries et les minières ne sont plus actives mais le niveau de contamination des sols par le plomb, le zinc et le cuivre sont décidément supérieurs aux limites indiquées par l’OMS

Cubatao (Brésile) – le coeur de l’industrie chimique brésilienne où vivent 2 milions de personnes.

 


CO2

 

Quelques données sur l’émission de CO2 dans le monde, en 2006 – de wikipedia

Alcuni dati dell’emissione di CO2 nel mondo, nel 2006 – fonte: wikipedia

 

 

Rank  
 

Country     Annual CO2 emissions
(in thousands of metric tons)    
Percentage of total emissions    
 World  28,431,741  100.0 % 
 China  6,103,493  21.5 % 

 United States

5,752,289  20.2 % 

 European Union

3,914,359  13.8 % 
 Russia  1,564,669  5.5 % 
 India  1,510,351  5.3 % 
 Japan  1,293,409  4.6 % 
 Germany  805,090  2.8 % 
 United Kingdom  568,520  2.0 % 
 Canada  544,680  1.9 % 
 South Korea  475,248  1.7 % 
10   Italy[10]  474,148  1.7 % 
11   Iran  466,976  1.6 % 
12   Mexico  436,150  1.6 % 
13   South Africa  414,649  1.5 % 
14   France[11]  383,148  1.4 % 
15   Saudi Arabia  381,564  1.3 % 
16   Australia  372,013  1.3 % 
17   Brazil  352,524  1.2 % 
18   Spain  352,235  1.2 % 
19   Indonesia  333,483  1.2 % 
20   Ukraine  319,158  1.1 % 
21   Poland  318,219  1.1 % 
22   Thailand  272,521  1.0 % 
23   Turkey  269,452  1.0 % 
24   Kazakhstan  193,508  0.7 % 
25   Malaysia  187,865  0.7 % 
26   Argentina  173,536  0.6 % 
27   Venezuela  171,593  0.6 % 
28   Netherlands  168,513  0.6 % 
29   Egypt  166,800  0.6 % 
30   Pakistan  142,659  0.5 % 
31   United Arab Emirates  139,553  0.5 % 
32   Algeria  132,715  0.5 % 
33   Uzbekistan  115,672  0.4 % 
34   Czech Republic  116,991  0.4 % 
35   Belgium  107,199  0.4 % 
36   Vietnam  106,132  0.4 % 
37   Romania  98,490  0.4 % 
38   Nigeria  97,262  0.3 % 
39   Greece  96,382  0.3 % 
40   Iraq  92,572  0.3 % 
41   Kuwait  86,599  0.3 % 
42   North Korea  79,111  0.3 % 
43   Austria  71,834  0.3 % 
44   Israel  70,440  0.3 % 
45   Belarus  68,849  0.2 % 
46   Syria  68,460  0.2 % 
47   Philippines  68,328  0.2 % 
48   Finland  66,693  0.2 % 
49   Colombia  63,422  0.2 % 
50   Chile  60,100  0.2 % 
51   Portugal  60,001  0.2 % 
52   Hungary  57,644  0.2 % 
53   Singapore  56,217  0.2 % 
54   Libya  55,495  0.2 % 
55   Denmark  53,944  0.2 % 
56   Serbia and Montenegro  53,266  0.2 % 
57   Sweden  50,875  0.2 % 
58   Bulgaria  48,085  0.2 % 
59   Qatar  46,193  0.2 % 
60   Morocco  45316  0.2 % 
61   Turkmenistan  44,103  0.2 % 
62   Ireland  43,806  0.2 % 
63   Switzerland  41,826  0.2 % 
64   Bangladesh  41,609  0.2 % 
65   Oman  41,378  0.2 % 
66   Norway  40,220  0.2 % 
67   Hong Kong  39,039  0.1 % 
68   Peru  38,643  0.1 % 
69   Slovakia  37,459  0.1 % 
70   Azerbaijan  35,050  0.1 % 
71   Trinidad and Tobago  33,601  0.1 % 
72   Ecuador  31,328  0.1 % 
73   New Zealand  30,488  0.1 % 
74   Cuba  29,627  0.1 % 
75   Bosnia and Herzegovina  27,438  0.1 % 
76   Croatia  23,683  0.1 % 
77   Tunisia  23,126  0.1 % 
78   Bahrain  21,292  0.1 % 
79   Yemen  21,201  0.1 % 
80   Jordan  20,724  0.1 % 
81   Dominican Republic  20,357  0.1 % 
82   Estonia  17,523  0.1 % 
83   Lebanon  15,330  0.1 % 
84   Slovenia  15,173  0.1 % 
85   Lithuania  14,190  0.1 % 
86   Jamaica  12,151  <0.1 % 
87   Kenya  12,151  <0.1 % 
88   Sri Lanka  11,876  <0.1 % 
89   Guatemala  11,766  <0.1 % 
90   Bolivia  6,973  <0.1 % 
91   Luxembourg  11,277  <0.1 % 
92   Zimbabwe  11,081  <0.1 % 
93   Macedonia  10,875  <0.1 % 
94   Sudan  10,813  <0.1 % 
95   Angola  10,582  <0.1 % 
96   Myanmar  10,025  <0.1 % 
97   Mongolia  9,442  <0.1 % 
98   Ghana  9240  <0.1 % 
99   Costa Rica  7,854  <0.1 % 
100   Moldova  7,821  <0.1 % 
101   Cyprus  7,788  <0.1 % 
102   Latvia  7,462  <0.1 % 
103   Honduras  7,194  <0.1 % 
104   Côte d’Ivoire  6,882  <0.1 % 
105   Uruguay  6,864  <0.1 % 
106   El Salvador  6,461  <0.1 % 
107   Panama  6,428  <0.1 % 
108   Tajikistan  6,391  <0.1 % 
109   Ethiopia  6,006  <0.1 % 
110   Brunei  5,911  <0.1 % 
111   Kyrgyzstan  5,566  <0.1 % 
112   Georgia  5,518  <0.1 % 
113   Botswana  4,770  <0.1 % 
114   Tanzania  5,372  <0.1 % 
115   Papua New Guinea  4,620  <0.1 % 
116   Armenia  4,371  <0.1 % 
117   Equatorial Guinea  4,356  <0.1 % 
118   Nicaragua  4,334  <0.1 % 
119   Netherlands Antilles  4,312  <0.1 % 
120   Albania  4,301  <0.1 % 
121   Senegal  4,261  <0.1 % 
122   Cambodia  4,074  <0.1 % 
123   Paraguay  3,986  <0.1 % 
124   Mauritius  3,850  <0.1 % 
125   Cameroon  3,645  <0.1 % 
126   Nepal  3,241  <0.1 % 
127   Benin  3,109  <0.1 % 
128   Palestinian Authority  2,985  <0.1 % 
129   New Caledonia  2,941  <0.1 % 
130   Madagascar  2,834  <0.1 % 
131   Namibia  2.831  <0.1 % 
132   Uganda  2,706  <0.1 % 
133   Malta  2,548  <0.1 % 
134   Réunion  2,523  <0.1 % 
135   Zambia  2,471  <0.1 % 
136   Suriname  2,438  <0.1 % 
137   Aruba  2,310  <0.1 % 
138   Macau  2,237  <0.1 % 
139   Iceland  2,215  <0.1 % 
140   Democratic Republic of the Congo  2,200  <0.1 % 
141   Guadeloupe  2,141  <0.1 % 
142   Bahamas  2138  <0.1 % 
143   Gabon  2,057  <0.1 % 
144   Mozambique  2,039  <0.1 % 
145   Martinique  1,870  <0.1 % 
146   Haiti  1,811  <0.1 % 
147   Mauritania  1,665  <0.1 % 
148   Fiji  1610  <0.1 % 
149   Guyana  1,507  <0.1 % 
150   Republic of the Congo  1,463  <0.1 % 
151   Laos  1,426  <0.1 % 
152   Guinea  1,360  <0.1 % 
153   Barbados  1,338  <0.1 % 
154   Togo  1,221  <0.1 % 
155   Malawi  1,049  <0.1 % 
156   Swaziland  1,016  <0.1 % 
157   Sierra Leone  994  <0.1 % 
158   Niger  935  <0.1 % 
159   French Guiana  876  <0.1 % 
160   Maldives  869  <0.1 % 
161   French Polynesia  821  <0.1 % 
162   Belize  818  <0.1 % 
163   Rwanda  796  <0.1 % 
164   Burkina Faso  788  <0.1 % 
165   Liberia  785  <0.1 % 
166   Seychelles  744  <0.1 % 
167   Afghanistan  697  <0.1 % 
168   Faroe Islands  678  <0.1 % 
169   Mali  568  <0.1 % 
170   Bermuda  565  <0.1 % 
171   Greenland  565  <0.1 % 
172   Eritrea  554  <0.1 % 
173   Cayman Islands  517  <0.1 % 
174   Djibouti  488  <0.1 % 
175   Antigua and Barbuda  425  <0.1 % 
176   Chad  396  <0.1 % 
177   Gibraltar  385  <0.1 % 
178   Bhutan  381  <0.1 % 
179   Saint Lucia  367  <0.1 % 
180   Gambia  334  <0.1 % 
181   Cape Verde  308  <0.1 % 
182   Guinea-Bissau  279  <0.1 % 
183   Central African Republic  249  <0.1 % 
184   Grenada  242  <0.1 % 
185   Western Sahara (SADR 238  <0.1 % 
186   Burundi  198  <0.1 % 
187   Saint Vincent and the Grenadines  198  <0.1 % 
188   Solomon Islands  180  <0.1 % 
189   Timor-Leste  176  <0.1 % 
190   Somalia  172  <0.1 % 
191   Samoa  158  <0.1 % 
192   Nauru  143  <0.1 % 
193   Saint Kitts and Nevis  136  <0.1 % 
194   Tonga  132  <0.1 % 
195   Dominica  117  <0.1 % 
196   Palau  117  <0.1 % 
197   São Tomé and Príncipe  103  <0.1 % 
198   British Virgin Islands  99  <0.1 % 
199   Marshall Islands  92  <0.1 % 
200   Vanuatu  92  <0.1 % 
201   Comoros  88  <0.1 % 
202   Montserrat  70  <0.1 % 
203   Cook Islands  66  <0.1 % 
204   Saint Pierre and Miquelon  66  <0.1 % 
205   Anguilla  51  <0.1 % 
206   Falkland Islands  51  <0.1 % 
207   Kiribati  29  <0.1 % 
208   Wallis and Futuna  29  <0.1 % 
209   Saint Helena  11  <0.1 % 
210   Niue  <0.1 % 

mappa mondiale di emissione CO2 – carte mondiale d’émission COE

« torta » con divisione evidenziata per paese di emissione CO2 – « tarte » avec les divisions bien mises en évidence par pays pour les émissions CO2

 

vuoi sapere come stà messa la tua regione (la tua provincia, la tua città) clicca qui.

 

 

 

 

vuoi sapere quanto CO2 potresti risparmiare con alcuni piccoli gesti? clicca qui. E alla fine del calcolo… prenderete ufficialmente l’impegno di quanto potreste (dovreste) fare?

veux-tu savoir combien de CO2 tu pourrais épargner par de simples petits geste? ici. Et à la fin du calcul… prendrez-vous ufficiellement la charge de ce que Vous pourriez (devriez) faire?

 

 


SPORT ED ECOLOGIA – SPORT ET ECOLOGIE

 

 

Le sport c’est la santé! Tout le monde le sait.

Peut-etre aurons-nous profité de l’été et des belles journées pour faire du mouvement (éviter le jogging avec les grosses chaleurs, il nous fut démontrer que c’est pas le meilleur choix!).

Et bien il faut continuer en automne… hiver…

Le sport ça fait du bien à plusieurs niveau: une jolie silhouette, car ça brule les calories en trop; ça fait du bien mentallement (ça combat meme la dépression); un meilleur fonctionnement des organes internes (plus d’hoxigène, gymnastique interne, …) enfin c’est le nec plus ultra.

Mais voilà le sport… ça fait du bien à l’environnement?

Pas toujours, du moins cela dépend du sport.

Un exemple? le golf. à priori c’est la nature, la marche, le grand air. Mais un centre de golf c’est un gaspillage énorme d’eau. Pour avoir ce joli tapis vert, il faut arroser arroser arroser. Et c’est pas bon pour la nature.

Un autre exemple? Tous les sports à moteur: le cross, la formule 1 (bien que je doute que quelqu’un d’entre vous en fasse), le kart (je le déteste franchement), les ski d’eau, …. (d’habord est-ce vraiment des sports? vu que l’énergie dépensée n’est pas personnelle mais du moteur?)… tout ça pollue E-NOR-ME-MENT! pollution de l’air (les gaz) pollution acoustique (on y pense pas assez, et c’est grave) pollution en général (tous ces engins ils vont finir où à fin de carrière?)

Donc choisissons quelque chose à faire en usant la tete et nos connaissances de cause.

 

 

sport ecologico
Album : sport ecologico

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Lo sport fa bene alla salute! Si sa.

Forse abbiamo approfitato dell’estate e delle belle giornate per fare del movimento (evitare lo jogging durante i gradi caldi affosi, è stato dimostrato che non è una scelta occulata).

Ebbene bisogna continuare… in autunno… in inverno….

Lo sport fa bene a tante cose: il fisico acquisice dei contorni più belli (brucciando calorie in eccesso); fa bene mentalmente (combate addiritura la depressione); aiuta un migliore funzionamento degli organi interni (ginnastica interna, ossigeno, …) praticamente il nec plus ultra (che non c’entra con i tiffosi di calcio)

Ma lo sport… fa bene  all’ambiente?

Non sempre, per lo meno dipende dallo sport in questione.

Un esempio? Il golf. A priori è un’imersione nella natura, tutto quel verde, si camina, si stà all’aria aperta. Ma un campo di golf è uno sprecco aberante di acqua. Per avere quel bel tappetto verde, bisogna bagnare, bagnare, bagnare… E quello non fa bene alla natura.

Un altro esempio? Tutti i sport con il motore: il cross, la formula 1 (dubito che qualcuno di voi ne faccia), il kart (che odio di tutto cuore), lo sci d’acqua, …. (ma possiamo veramente definirli sport? visto che l’energia necessaria non è umana ma proviene da un motore?)…. Tutto questo inquina E-NOR-ME-MENTE! inquinamento dell’aria (i gaz) inquinamento acustico (di cui non si parla, ma che è molto grave) inquinamento in genere (tutti questi cosi dove vanno a finire a fine carriera?)

Dunque scegliamo qualcosa da fare usando la testa.

 

 


rientro dolce in video

 

 

La cicogna, uccello della guerra

 

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