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Liste des articles dans la catégorie responsabilita’  collettiva.

Il riscaldamento globale può essere combattuto anche a tavola

 

Come le vostre scelte alimentari influiscono sul cambiamento climatico?
Che cosa ha a che fare la tua tazza di caffè del mattino con la fusione dei ghiacciai artici?

Lo sai che la produzione alimentare in Europa è responsabile di quasi 1/3 delle emissioni di gas a effetto serra?Ogni volta che si fa la spesa si effettuano delle scelte – consapevoli o meno – che hanno il potere di limitare o aggravare il nostro impatto sull’ambiente.

La spesa che facciamo tutti i giorni incide sui cambiamenti climatici in atto. Il peso dei nostri acquisti può essere valutato attraverso il calcolo dell’impronta di carbonio, ossia delle quantità emesse di gas a effetto serra, i principali responsabili del riscaldamento globale.
L’impronta di carbonio per valutare le emissioni specifiche segue il percorso di un alimento – per esempio di un pomodoro – “dall’azienda alla forchetta” (from farm to fork) ossia dalla produzione agricola o zootecnica primaria, attraverso la trasformazione dei prodotti alimentari, alla distribuzione all’ingrosso e al dettaglio, per finire con il consumo da parte del cittadino e perfino alla gestione degli scarti.

fonte: Benvenuti nel carrello della spesa virtuale

 


Campania, emergenza rifiuti

 

Campania, emergenza rifiuti

21/10/2010 – Il WWF sulla gestione dei rifiuti in Italia dichiara: « Il nostro Paese viaggia pericolosamente contromano »

“I cittadini meritano il coinvolgimento in scelte responsabili e non l’imposizione con la forza di soluzioni sbagliate. L’emergenza campana potrà essere risolta solo quando si comincerà a programmare soluzioni tecniche serie, percorribili e in linea con le politiche comunitarie di settore – dichiara Stefano Leoni Presidente del WWF commentando gli episodi di tensione di questi giorni in Campania -  Finché si continuerà a parlare solo di discariche e inceneritori, come ha fatto finora il Dipartimento della Protezione Civile e gran parte della classe politica, si otterranno solo disordini e proteste. Mentre la nuova legge sui rifiuti impone obiettivi di riduzione della loro produzione e obiettivi di recupero di materia perlomeno dal 50% di quelli prodotti, in Campania non viene sostenuta alcuna politica di sviluppo legato a questi settori”.

“Ma la situazione, incentivando inceneritori e discariche, non potrà che peggiorare ulteriormente provocando  più impianti di servizio e meno recupero di materia dai nostri rifiuti – continua Leoni -  Quello che il Governo, infatti, non esplicita chiaramente è che l’Italia è il terzo stato europeo tra quelli che posseggono il più alto numero di inceneritori di rifiuti e non “brilliamo” certo tra i paesi europei nel recupero della materia”.

E’ tutto il contrario di quello che ci chiede l’Unione Europea. Siamo giunti al paradosso che le nostre imprese del riciclo importano – tranne che per la carta – rifiuti selezionati da altri stati. Continuando in questo modo dobbiamo attenderci altre emergenze, molto più difficili da risolvere. Fra l’altro assistiamo ad assurde decisioni come quella assunta lo scorso agosto, su segnalazione del Ministro degli Interni, di sciogliere il Comune di Camigliano nel casertano, che ‘viaggiava’  verso il 70% di raccolta differenziata, ‘reo’ di non aver aderito alla provincializzazione della gestione dei rifiuti!.”

Il caso Tersigno, per approfondire >>


Crescita senza fine: serve cambiare modello

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La decrescita della popolazione è parte della soluzione

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WWF – IL TAGLIO AI PARCHI

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La manovra correttiva mette a rischio l’ambiente

29/7/2010 – Il giudizio del WWF sul decreto Tremonti approvato oggi alla Camera

Una manovra correttiva, quella approvata oggi definitivamente con il voto di fiducia dalla Camera dei deputati, iniqua anche dal punto di vista ambientale, che tenta di rendere impotenti le amministrazioni preposte alla tutela dell’ambiente e del paesaggio e fornisce una serie di strumenti alle cricche e ai furbetti che vogliono depredare il territorio e contribuire ad imbruttire ancora di più il nostro Bel Paese: lo sostiene il WWF  che aveva chiesto a Camera e Senato di cambiare le disposizioni più discutibili.

Sono almeno 6 i grimaldelli per i ladri di territorio segnalati dal WWF: i tagli ai parchi; l’accatastamento delle case fantasma, che rischia di aprire la porta al terzo condono edilizio; le conferenze di servizi con il silenzio-assenso mascherato anche per la pronuncia delle autorità ambientali;  la messa all’angolo dei soprintendenti sulle autorizzazioni paesaggistiche; la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) e le Zone a burocrazia zero nel Mezzogiorno assediato dalle mafie che, azzerando i controlli, rischiano di amplificare i meccanismi, già esistenti, di anarchia territoriale.

Messi insieme fanno sì che con l’effetto-Manovra l’Italia diventi un Paese non solo meno ricco dal punto di vista economico-finanziario ma anche dal punto di vista ambientale.

Nello specifico, gli atti « contro natura » contenuti nel decreto legge 78/2010 prevedono :

Tagli ai parchi

Ammonta a circa 54 milioni di euro il finanziamento destinato prima della manovra ai 23 parchi nazionali e alle 13 riserve naturali dello Stato. Con il dimezzamento dei finanziamenti per gli enti vigilati dallo Stato gli enti parco non potranno presidiare più il territorio tutelato e garantire  l’integrità a difesa della biodiversità dagli attentati degli speculatori e dei bracconieri. Il WWF Italia chiede nel primo provvedimento utile di reintegrare il finanziamento previsto per il 2010, come auspicato e richiesto dallo stesso Ministro Prestigiacomo. 

Case fantasma

Sono 2.868.000, secondo l’ultimo censimento dell’Agenzia del Territorio le unità immobiliari non accatastate, e solo meno del 10% sarebbero in regola dal punto di vista urbanistico, ma il Governo non spiega cosa succederà a coloro che a fine anno, avendo compiuto un abuso sostanziale in violazione delle nome urbanistiche, accederanno, autodenunciandosi, alla sanatoria fiscale. Il meccanismo innescato dal Governo rischia di costringere l’autorità pubblica a concedere l’ennesimo condono edilizio annunciato. Il WWF chiede di chiarire che gli abusi non sono tollerati e che questi vengano abbattuti.

La museruola alla tutela

Se le amministrazioni preposte alla tutela dell’ambiente, della pubblica incolumità e della salute non rendono il proprio parere esplicito nei tempi ristretti delle conferenze dei servizi, tale silenzio sarà interpretato come tacito consenso ed i Soprintendenti, già impotenti da anni per i tagli del personale, dovranno fornire l’autorizzazione paesistica a comando. Per il WWF erano più che sufficienti le norme di semplificazione vigenti (legge n. 241/1990), a fronte delle necessità ineludibile di controllo e vigilanza sul territorio per tutelare adeguatamente i diritti alla salute e all’ambiente garantiti dalla Costituzione.

Mano libera sul territorio

Il passaggio dalla DIA – Dichiarazione di Inizio Attività, alla SCIA – Segnalazione Certificata di Inizio Attività consente al cittadino, eliminando anche il filtro della validazione di un professionista, di procedere in totale autonomia eludendo qualsiasi autorizzazione pubblica e, quindi, ogni controllo preventivo. Diventa quindi illusorio, visto lo stato dei controlli in Italia, verificare ex-post cosa sia realmente avvenuto (anche se sulla carta si escludono le aree vincolate). Ciò è valido anche per le Zone a burocrazia zero situate, tra l’altro, in un’area a rischio come il Mezzogiorno. Per questo il WWF ha sostenuto e sostiene che era più che sufficiente la DIA.

 


Russia: giustizia per Natalia Estemirova e per gli altri difensori dei diritti umani

 

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Il 15 luglio ricorre l’anniversario dell’uccisione di Natalia Estemirova, attivista per i diritti umani che lavorava nella regione del Caucaso del Nord. Natalia Estemirova, una delle esponenti più note dell’organizzazione non governativa Memorial, con sede a Grozny in Cecenia, è stata rapita  la mattina del 15 luglio 2009 verso le 8:30. Fu trascinata in una macchina bianca e portata in un luogo sconosciuto. Secondo le testimonianze, Natalia Estemirova sarebbe riuscita a gridare che la stavano rapendo.

Nella stessa giornata, l’agenzia di stampa russa Itar-Tass ha riferito del ritrovamento del suo corpo, che presentava colpi di arma da fuoco, nella vicina Repubblica di Inguscezia.

Dall’inizio della seconda guerra in Cecenia nel 2000, il lavoro di Natalia Estemirova è stato fondamentale nel documentare le violazioni dei diritti umani nella regione, quali torture e altri maltrattamenti, uccisioni illegali e sparizioni forzate. Si era dedicata inoltre all’assistenza agli sfollati e a altri gruppi svantaggiati. Nessuno ha rivendicato l’omicidio, ma i suoi colleghi credono che sia stata uccisa per il suo impegno in favore dei diritti umani.

Il suo lavoro è stato apprezzato sia a livello nazionale che internazionale attraverso il conferimento di numerosi riconoscimenti, quali la « Medaglia Robert Schuman » del parlamento europeo (2005), il premio « Right Livelihood » del parlamento svedese Nobel alternativo assegnato dal parlamento svedese, 2004) e il premio « Anna Politkovskaya », di cui è stata la prima vincitrice (2007).

L’omicidio di Natalia Estemirova ha messo ancora una volta in luce le precarie circostanze in cui lavorano difensori dei diritti umani nella Federazione russa.

Amnesty International chiede la fine dell’impunità per le uccisioni di difensori dei diritti umani, giornalisti e avvocati in Russia.

Amnesty International

firma l’appello


EARTH DAY 2010

 

però ricordiamocene ogni giorno

 

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  dans piccoli gesti per stare meglio top

Per destinare il 5×1000 a Greenpeace, bastano due mosse:

1. Metti la tua firma nel primo settore in alto a sinistra, denominato:  
« Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilita’ sociale … ».

2. Inserisci nel modulo il codice fiscale 97046630584.

A te non costa nulla. Per noi fa la differenza. Grazie!

 

 

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NESTLE VERSUS URANGHI

 

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Kit Kat – croccante cioccolato che distrugge le foreste. Nestlé, il produttore di Kit Kat, acquista olio di palma da aziende che stanno devastando la foresta pluviale indonesiana, minacciando la sopravvivenza delle popolazioni locali e spingendo inevitabilmente gli oranghi verso l’estinzione.

Tutti abbiamo bisogno di una pausa ogni tanto ma non vogliamo per questo renderci responsabili della distruzione di una preziosa foresta pluviale.

Chiediamo a Nestlé di concedere una pausa anche agli oranghi e alle foreste indonesiane e di non acquistare mai più olio di palma da aziende responsabili della distruzione di uno degli ultimi polmoni del nostro pianeta.

 

Puoi fare qualcosa qui.

 


A VOSTRI FIAMMIFERI….

 

Preparate le candele, un pò di atmosfera e di presa di posizione da persona consapevole.

Vi auguro una buona serata.

 


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