sopra le nuvole, il cielo è azzurro


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CANCUN, ALLA FINE

 

E’ accordo o non è accordo? Il REDD potrebbe essere l’unico risultato del vertice di Cancun, ma ancora non è chiaro cosa sarà davvero. Il piano REDD (Riduzione delle emissioni da deforestazione e degrado forestale), è disegnato per proteggere le foreste finanziandone la conservazione invece della distruzione, al fine di evitare emissioni di gas ad effetto serra generate dalla deforestazione (rappresentato come un quinto delle emissioni globali).

La deforestazione e degrado forestale, causati dal taglio industriale, dall’espansione agricola, dalla conversione in pascoli e piantagioni, dallo sviluppo delle infrastrutture, ecc causa quasi il 20% delle emissioni globali di gas serra, più di tutto il settore mondiale dei trasporti, e secondo solo al settore energetico.

Realizzato come di deve, il REDD potrebbe contribuire ad arricchire le comunità forestali e proteggere le foreste. Realizzato male, diventa una minaccia ai diritti umani, mentre rischia di consentire un aumento delle emissioni di gas serra: insomma, una vera e propria truffa al carbonio.

Purtroppo, REDD è stato progettato su dinamiche finanziarie, e dove il denaro è coinvolto, gli interessi acquisiti e la corruzione può giocare un ruolo importante. Alcuni paesi ricchi prevede di utilizzare il REDD per continuare a emissione di carbonio. Le multinazionali stanno ora esplorando la nuova opportunità di affari sul sequestro del carbonio, e REDD rischia di portare a un massiccio assalto alla terra.
Nei round negoziali, molte misure di salvaguardia a beneficio della biodiversità e delle popolazioni locali e indigene sono state annacquate, mentre a Cancun le proposte già presentate sono misteriosamente sparite dal tavolo negoziale.

Le organizzazioni ambientaliste e rappresentanti indigeni a Cancun ha avvertito che REDD, così come è ora, sarà utile solo per permettere ai paesi sviluppati di evitare i propri impegni alla riduzione delle emissioni, acquistando crediti di carbonio nel paesi via di sviluppo. Le comunità indigene di tutto il mondo temono la « più grande corsa alla terra di tutti i tempi ».

Anche alcuni paesi latino-americani come Bolivia, Cuba, Ecuador, Nicaragua e Venezuela sostengono che il mercato del carbonio, attualmente alla base del REDD, rischia di incoraggiare un assalto alla  terra. La coalizione ha criticato il concetto di mercato del carbonio, definendolo un piano che beneficia solo i ricchi ei potenti. Il presidente boliviano Evo Morales ha sostenuto che qualsiasi accordo sulle foreste deve garantire i diritti umani, civili, economici e politici dei popoli indigeni.
« Vogliamo salvare la foresta, ma non sollevare i paesi sviluppati dalla responsabilità di ridurre le proprie emissioni – ha dichiarato Pablo Solone, capo negoziatore per la Bolivia – Pensiamo che ci dovrebbe essere un meccanismo di foreste, ma questo meccanismo dovrebbe essere integrale e non solo concentrata sul un dettaglio delle foreste, come la cattura delle emissioni di CO2. Le foreste sono molto più di questo ».

fonte: salva le foreste


WWF – IL TAGLIO AI PARCHI

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La manovra correttiva mette a rischio l’ambiente

29/7/2010 – Il giudizio del WWF sul decreto Tremonti approvato oggi alla Camera

Una manovra correttiva, quella approvata oggi definitivamente con il voto di fiducia dalla Camera dei deputati, iniqua anche dal punto di vista ambientale, che tenta di rendere impotenti le amministrazioni preposte alla tutela dell’ambiente e del paesaggio e fornisce una serie di strumenti alle cricche e ai furbetti che vogliono depredare il territorio e contribuire ad imbruttire ancora di più il nostro Bel Paese: lo sostiene il WWF  che aveva chiesto a Camera e Senato di cambiare le disposizioni più discutibili.

Sono almeno 6 i grimaldelli per i ladri di territorio segnalati dal WWF: i tagli ai parchi; l’accatastamento delle case fantasma, che rischia di aprire la porta al terzo condono edilizio; le conferenze di servizi con il silenzio-assenso mascherato anche per la pronuncia delle autorità ambientali;  la messa all’angolo dei soprintendenti sulle autorizzazioni paesaggistiche; la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) e le Zone a burocrazia zero nel Mezzogiorno assediato dalle mafie che, azzerando i controlli, rischiano di amplificare i meccanismi, già esistenti, di anarchia territoriale.

Messi insieme fanno sì che con l’effetto-Manovra l’Italia diventi un Paese non solo meno ricco dal punto di vista economico-finanziario ma anche dal punto di vista ambientale.

Nello specifico, gli atti « contro natura » contenuti nel decreto legge 78/2010 prevedono :

Tagli ai parchi

Ammonta a circa 54 milioni di euro il finanziamento destinato prima della manovra ai 23 parchi nazionali e alle 13 riserve naturali dello Stato. Con il dimezzamento dei finanziamenti per gli enti vigilati dallo Stato gli enti parco non potranno presidiare più il territorio tutelato e garantire  l’integrità a difesa della biodiversità dagli attentati degli speculatori e dei bracconieri. Il WWF Italia chiede nel primo provvedimento utile di reintegrare il finanziamento previsto per il 2010, come auspicato e richiesto dallo stesso Ministro Prestigiacomo. 

Case fantasma

Sono 2.868.000, secondo l’ultimo censimento dell’Agenzia del Territorio le unità immobiliari non accatastate, e solo meno del 10% sarebbero in regola dal punto di vista urbanistico, ma il Governo non spiega cosa succederà a coloro che a fine anno, avendo compiuto un abuso sostanziale in violazione delle nome urbanistiche, accederanno, autodenunciandosi, alla sanatoria fiscale. Il meccanismo innescato dal Governo rischia di costringere l’autorità pubblica a concedere l’ennesimo condono edilizio annunciato. Il WWF chiede di chiarire che gli abusi non sono tollerati e che questi vengano abbattuti.

La museruola alla tutela

Se le amministrazioni preposte alla tutela dell’ambiente, della pubblica incolumità e della salute non rendono il proprio parere esplicito nei tempi ristretti delle conferenze dei servizi, tale silenzio sarà interpretato come tacito consenso ed i Soprintendenti, già impotenti da anni per i tagli del personale, dovranno fornire l’autorizzazione paesistica a comando. Per il WWF erano più che sufficienti le norme di semplificazione vigenti (legge n. 241/1990), a fronte delle necessità ineludibile di controllo e vigilanza sul territorio per tutelare adeguatamente i diritti alla salute e all’ambiente garantiti dalla Costituzione.

Mano libera sul territorio

Il passaggio dalla DIA – Dichiarazione di Inizio Attività, alla SCIA – Segnalazione Certificata di Inizio Attività consente al cittadino, eliminando anche il filtro della validazione di un professionista, di procedere in totale autonomia eludendo qualsiasi autorizzazione pubblica e, quindi, ogni controllo preventivo. Diventa quindi illusorio, visto lo stato dei controlli in Italia, verificare ex-post cosa sia realmente avvenuto (anche se sulla carta si escludono le aree vincolate). Ciò è valido anche per le Zone a burocrazia zero situate, tra l’altro, in un’area a rischio come il Mezzogiorno. Per questo il WWF ha sostenuto e sostiene che era più che sufficiente la DIA.

 


Tout pour se rafraîchir sans climatisation

 

Par Stéphanie Frank – Paru dans Maison Magazine (HS) de Juin 2010 – Publié le 08/07/2010

 

Vous n’avez pas de climatisation ou vous préférez des solutions plus écolos et moins gourmandes en énergie ? Voici les nombreuses alternatives qui existent à la climatisation…

Une maison qui a besoin de la climatisation est une maison mal conçue », affirment Thierry Salomon et Stéphane Bedel dans La Maison des [néga]watts (édition Terre vivante). Si la vôtre est orientée est-ouest, vous avez toutes les chances d’avoir le soleil chez vous du matin au soir. L’idéal : une orientation au sud.

Côté matériaux, la pierre, le béton, la terre crue et la brique pleine, peu sensibles aux variations de température, sont des remparts efficaces contre la chaleur. Les débords de toiture et les balcons sont aussi très utiles pour protéger les fenêtres des rayons du soleil. Mais si votre maison n’a pas été conçue pour résister aux étés de canicule, ne déménagez pas tout de suite, il y a des solutions !

Bloquer les rayons du soleil

Grâce à quelques travaux qui, pour un investissement raisonnable, auront un effet déterminant sur la température de votre intérieur…

Remplacer les fenêtres

Les fenêtres les plus isolantes sont celles dotées du facteur solaire (la quantité d’énergie pénétrant par le vitrage) le plus bas. Le facteur solaire d’un vitrage simple est de 90 %, contre 75 % pour un double vitrage à isolation renforcée. Les performances et la qualité des menuiseries sont donc primordiales. Art & Fenêtres, Profils Systèmes, Technal.

Planter le jardin

Des arbres plantés à l’est et à l’ouest de la maison sont une protection encore plus efficace que les débords de toiture. Il faut choisir de préférence des espèces à feuilles caduques, qui laisseront passer la lumière l’hiver. À l’assaut des murs, les plantes grimpantes peuvent faire baisser leur température de plusieurs degrés. Le lierre et la vigne vierge se passent de support, mais on peut opter pour une clématite, du chèvrefeuille ou une glycine à condition de leur offrir un treillis.

Protéger les vitrages

Lorsque les rayons ultraviolets traversent les vitrages, ils se transforment en infrarouges, c’est-à-dire en chaleur. Il faut donc les empêcher d’atteindre les fenêtres. Les volets roulants sont efficaces, mais on peut leur préférer les volets battants, plus esthétiques. Les persiennes et les stores vénitiens laissent entrer la lumière. Les stores bannes, comme ceux des terrasses des cafés, protègent efficacement les baies vitrées. Enfin, il existe des films solaires à coller sur les vitres (Variance Store), notamment dans une véranda, et des textiles métallisés pour doubler les rideaux (Moondream).

L’option pompe à chaleur (PAC) mais pas réversible

Dans le cas d’une réfection de l’installation de chauffage, le choix d’une pompe à chaleur air/air réversible (technologie Inverter) constitue une option intéressante, car la PAC permet de chauffer la maison l’hiver et de la rafraîchir l’été, le tout sans surconsommation électrique. Les calories sont alors prélevées directement dans l’air extérieur (par l’intermédiaire d’un fluide frigorigène) puis, selon la saison, celui-ci est réchauffé (condensation du fluide) et diffusé par l’intermédiaire du même émetteur (plancher chauffant/ rafraîchissant).

Pour une PAC affichant un COP (coefficient de performance) de 3, le fonctionnement est assuré à 70% par l’énergie issue de l’air et àn 30% par l’énergie électrique. Une telle installation coûte de 70 à 185 € par m2, auxquels il faut ajouter un coût de fonctionnement annuel de 2,30 à 3,50 € le m2. Daikin, Hitachi, Sofath.

Profitez aussi des travaux de rénovation pour…

Vous allez rénover votre maison ? Profitez-en pour la rendre plus résistante à la chaleur…

Améliorer l’isolation

Mission numéro un : protéger le toit, qui accumule la chaleur et la restitue dans la maison. Insuffler de la ouate de cellulose dans des caissons installés sous la toiture donne de très bons résultats pour un investissement raisonnable (environ 60 € le m2). Pour les murs, on privilégie la laine de mouton, le lin, le chanvre ou la laine de bois (panneaux ou rouleaux).Bien-être Matériaux, Kbane, Matériaux Naturels.

Installer un puits provençal (ou canadien)

La maison est alimentée en air frais par un conduit enterré (passant sous la maison) d’au moins 25 m de long. L’air extérieur est aspiré, puis naturellement rafraîchi de 5 à 9 °C dans le conduit et restitué à l’intérieur de la maison grâce à un ventilateur. Un procédé efficace, qui a l’avantage d’être réversible (réchauffement de l’air en hiver), mais s’avère plus simple à mettre en œuvre dans le cas d’une construction neuve. Compter de 5 000 à 7 000 € TTC.

Végétaliser la toiture

La terre et la végétation (des succulentes, très résistantes à la sécheresse et nécessitant peu d’entretien) amortissent la pénétration des rayons du soleil. L’installation d’une toiture végétalisée se fait généralement par des professionnels (70 à 130 € TTC le m2), mais on trouve aussi des kits prêts à poser. Eternit, Soprema.

Changer de couleur

Certains matériaux absorbent le rayonnement solaire, d’autres le renvoient. C’est le cas du plâtre (93 % de réflexion), de la chaux (90 %) ou tout simplement de la peinture blanche (80 %). Utiliser des couleurs claires pour les façades, la toiture et même les volets vous fera gagner de la fraîcheur. Seigneurie, Théolaur, Weber.

Nos astuces au quotidien

Pas besoin d’un gros investissement pour aider la maison à évacuer la chaleur et à conserver le frais.

De l’air

Dès que la température extérieure est inférieure à la température de la maison, on ouvre en grand volets et fenêtres. On les referme au matin pour emprisonner l’air frais à l’intérieur. Un ventilateur (Calor, Dyson) permet de faire baisser la température de quelques degrés supplémentaires. Pour un modèle de plafond (Castorama, Leroy Merlin), il faut choisir le bon diamètre : 1 à 1,20 m pour une pièce de 20 à 30 m2, 1,40 m pour une pièce de 40 m2.

De l’eau

En s’évaporant, l’eau humidifie l’atmosphère et la rafraîchit. En faisant sécher son linge devant un ventilateur sur pied, on peut ainsi gagner jusqu’à 2 °C. Parallèlement, des plantes à larges feuilles rafraîchiront l’air par évapotranspiration. Et en les brumisant, elles libèrent encore plus d’humidité et de fraîcheur. Simple mais effet garanti.

Limiter les apports de chaleur

Un appareil laissé en mode veille est un appareil qui consomme… et qui chauffe. À titre d’exemple, un ordinateur allumé en permanence consomme l’énergie de six réfrigérateurs et crée autant de chaleur


VITA E FILOSOFIA

 

Prius vivere deinde filosofare, recita un detto latino.

Prima vivere, dopo fare filosofia.

Il proverbio ci dà l’ordine delle priorità per condurre un’esistenza sanamente concreta.

 

tratto da « il conto dell’ultima cena » di Moni Ovadia

 


CIBO COME ATTO DI LIBERTA’

 

Molti di noi consumano cibarie sulla base di un martellamento pubblicitario, di un’utilità funzionale al modello di vita dentro cui siamo stati incastrati da interessi altrui.

Eppure, ciò che entra nel nostro organismo può produrre le più diverse conseguenze. Quando ascoltiamo le parole di un bravo alimentarista, percepiamo la ricchezza di ogni molecola, di ogni vitamina, di ogni oligoelemnto, di ogni proteina che costituisce carburante e riserva per il corpo e il cervello.

Mangiare vuol dire vivere, non sopravvivere. E se decidiamo la nostra vita a partire da ciò che scegliamo per il nostro desco, quella decisione è un atto di libertà.

 

tratt oda « Il conto dell’ultima cena » di Moni Ovadia

 

 


STERN, LA RISPOSTA – STERN, LA REPONSE

 

Stern incontrerà molti detratori alla sua teoria, alcuni scienzati si baseranno sulle proprie ricerche per negare il tutto.

Certo la terra ha subito ere di riscaldamento, ma i tempi di addattamento e di evoluzione della natura sono lunghi, molto lunghi, mentre quello che stà subendo l’ambiente non permette un adeguamento.

 Non serve essere un scienzato o lavorare in un laboratorio, basta aprire gli occhi e osservare con spirito realistico.

30 anni fa i papaveri fiorivano splendidamente rossi in mezzo al grano maturo, ormai sono macchie colorate in mezzo a spighe verdi.

E così per moltissimi tipi di fiori.

Le zanzare sopravivono anche all’inverno, sono sparite le api.

In alcune zone, le popolazioni non hanno acqua potabile perchè inquinate in modo irrimediabile, altri luoghi sono trasformati in zone desertiche dalle attività umane.

Questi sono solo alcuni esempi che ognuno di noi può scorgere.

La realtà è ancora peggiore.

 

 

Stern rencontrera beaucoup d’opposition à sa théorie, certains scientifiques se baseront sur les propres recherche pour tout nier.

Certe la terre subit des ères de réchauffement, mais les temps d’adaptation et d’évolution de la nature sont longs, très lonjg, tandis que ceux que l’environnement est en train de subir ne lui permet pas de trouver un équilibre.

Il n’y a pas besoin d’etre particulièrement scientifique ou travailler dans un laboratoire, il suffit d’ouvrir les yeux et observer avec un esprit réaliste.

Il y a 30 ans les coquelicots fleurissaient splendidement rouge au milieu du grain mur, maintenant ce sont des taches colorées au milieux de tapis verts.

Et cela va de meme pour beaucoup d’autres fleurs.

Les moustiques survivent à l’hivers les habeilles sont presque disparues.

Dans certaines zones, la population n’a pas d’eau potable à cause de la pollution irrimédiable, d’autres lieux sont devenus infernaux suite à l’activité humaine.

Ce ne sont que quelques exemples que tout un chacun peut observer.

La realité est encore pire.


OBAMA IN CINA – OBAMA EN CHINE

Obama è stato in Cina, si speravano grandi discorsi e prese di posizioni.

Invece no.

Sul discorso dell’ambiente (i due paesi sono tra i più inquinanti del mondo) il riassunto finale lascia ben poco sperare. In effetti i due si sono già accordato che non ci saranno prese di posizioni importanti da parte loro durante il summit di Copenaghen, posticipando ogni decisioni all’anno prossimo.

Ad onor del vero ricordiamo comunque che la Cina investe più che non gli Stati Uniti per quanto riguarda l’energia verde, o per lo meno verdeggiante.

Inoltre Obama ha dichiarato, dietro precise richieste della Cina, che il Tibet fa parte della Repubblica Cinese invitando comunque il governo cinese ad un dialogo con (Sua santità) il Dalai Lama.

D’altronde cosa aspettarsi di Obama, aveva le mani legate. La Cina è il primo creditore degli USA, in quanto detiene la maggioranza del debito statunitense.

 

Obama a visité la Chine, on espérait de grands discours et quelques prises de position 

Et bien non. 

Sur le discours de l’environnement (ces deux pays font partie des plus polluant du monde) le résumé final ne laisse pas d’espace à l’optimisme. En effet ils se sont déjà mis d’accord sur le fait de ne pas prendre de position importante durant le summit de Copenaghen, renvoyant le tout à l’année prochaine. 

A être sincère il faut rappeler que la Chine investit plus que les Etats Unis sur l’énergie verte ou du moins verdâtre. 

De plus Obama a déclaré, sous pression de la Chine, que le Tibet fait partie de la République Chinoise invitant quand même le gouvernement chinois à ouvrir un dialogue avec (Sa Sainteté) le Dalai Lama. 

De toute manière que pouvions-nous nous attendre d’Obama, il avait les mains liées. La Chine est le premier créditeur des USA, vu qu’elle détient la plus grande partie de la dette américaine. 

 


COPENHAGEN – FIRMARE/DIGNER

 

emoticoneFastidiosa

 

QUALCOSA SI PUO’ FARE… ON PEUT FAIRE QUELQUE CHOSE

in italiano: firma qui

en français: signe ici

 

 

 


l’olio fonte di inquinamento – l’huile source de pollution

 

parlo dell’olio usato in casa… quello della scattola di tonno, l’olio sul fondo della boule di verdura o della teglia dell’arrosto della domenica.

Quando quest’olio finisce nello scarico dell’acqua per viaggiare fino ai corsi d’acqua o in mare l’inquinamento che ne deriva è folgorante.

 l’olio, avendo una massa più leggera dell’acqua, si allarga in modo esponenziale fino a creare delle macchie più o meno estese che soffocano il sistema biologico acquatico.

Per cui non versate gli oli alimentari nel lavello.

 

 

 

je parle de lhuile alimentaire utilisé à la maison…. celui des boites de thon, l’huile sur le fond de la boule de légumes ou du gigot du dimanche.

quand cet huile finit dans les tubes de l’eau, au moment du déchargement de la vaisselle, pour finir dans les cours d’eau ou à la mer, la pollution qui en dérive est fulgurant.

L’huile, étant plus légère que l’eau, s’élargit terriblement pour créé des taches plus ou moins large qui suffoquent le système biologique acquatique.

Donc évitez de jetter les huiles dans le lavabo.


((o_o))

 

Chi usa il criterio di « naturale », « ecologico », « biologico », « sano », …. si trova spesso e volentieri davanti ad una via senza uscita dovuto alla mancanza di informazioni.

Non solo deve tenere a mente un bel pò di informazioni che, per legge, dovrebbero essere messe chiaramente in bella mostra, ma deve (dovrebbe?) approfondire per conto suo visto che alcuni dati non sono messi in chiaro.

Un prodotto « buono », non è necessariamente quello venduto nel repparto biologico, o quello circondato da un’aurea verde. I valori da tenere a mente sono una moltitudine pressochè infinita.

Si possono riassumere in una parola: impronta ecologica.

E’ un argomento complesso che fa venire le vertigini per la vastità della cosa.

Tutti gli oggetti che ci circondano e che usiamo hanno un impronta, cioè un valore di inquinamento. Che sia la penna, le scarpe, la mela, le tende, il cucchiaino, il telefono, il pommello dell’armadio o il nastro nei cappelli, tutti questi oggetti hanno un valore di inquinamento dovuto a

- le materie prime che lo compongono (che a loro volta hanno un impronta di inquinamento),

- i mezzi di trasporto per portare queste materie prime in fabbria (che a loro volta hanno un impronta di inquinamento),

- i macchinari per produrli (che a loro volta hanno un impronta di inquinamento),

- i mezzi di trasporto per portali in negozio (che a loro volta hanno un impronta di inquinamento),

- via dicendo….

 

un esempio?

le scarpe ai vostri piedi: da qualche parte è stato espropriato un gruppo di persone per usare il terreno stato disboscato un pezzo di terra per coltivare il mangime della mucca che verrà portata (su un camion – per cui strade, benzina, gomme delle ruote, ….) al maccello dove verrà recuperata la sua pelle che verrà trattata (chimicamente) poi spedita in qualche paese sud-asiatico e assemblata in forma di scarpa poi impacchetata (albero abbattuto, trattamento – chimico – per ricavare il cartone della scatola, …) spedita in un negozio (di nuovo camion, … ), in attesa che qualcuno (con la sua macchina) venga a comprarle.

fa venire le vertigini, vero? e questo è un esempio super simplificato.

Tutto ha un impronta, non si potrà mai arrivare ad un valore pari a zero. Forse i nostri antenati che vivevano nelle caverne, e comunque prima della scoperta del fuoco (=emissione di CO2).

Questo non significa che possiamo buttare la spugna e non preoccuparsi più di niente. Si può deve fare qualcosa per limitare i danni e anche equilibrarli. 

Limitare l’emissione di CO2, e piantare alberi per controbilanciare quel poco che non si può fare a meno di produrre – non credo che vogliate tornare ai tempi delle caverne, mangiando carne cruda e coperti di pelle di animali – o no?

 

 

 

Qui utilise un critère de « naturel », « écologique », « biologique », « sain », … se retrouve trop souvent devant à une impasse du au manque d’information.

Non seulement il devrait se rappeller de pas mal d’informations qui, selon la loi, devrait etre indiquées clairement, mais, de plus, il devrait doit approfondir pour son compte certaines données ne sont pas à connaissance de Monsieur Toutlemonde.

Un produit  »bon », n’est pas nécéssairement celui qui est vendu dans le magasin biologique, ou celui qui a un alone vert. Les valeurs à tenir présentes sont en quantité infinie.

On peut résumer tout ça en un mot: empreinte écologique.

Il s’agit d’un argument complexe qui fait venir quelques vertiges vu la vastité de la chose.

Tous les objets qui nous entourent et que nous utilisons créent une empreinte, c’est à dire une certaine quantité de pollution. Que ce soit un bic, des chaussures, une pomme, un rideau, une petite cuillère, le téléphone, le pommeau de l’armoire ou le ruban dans les cheveux, tous ces objets ont une valeur de pollution du à:

- les matières premières qui le composent (qui ont aussi une empreinte écologique)

- les moyens de transport pour porter ces matières premières à l’usine (qui ont aussi une empreinte écologique)

- les machines de production (qui ont aussi une empreinte écologique)

- les moyens de transport de l’usine à la boutique (qui ont aussi une empreinte écologique)

- etc…

un exemple?

Les chaussures à vos pieds: quelque part un terrain a été exproprié à ses propriétaires à été livellé pour planter la soia pour les vaches qui seront porter (en camion – et donc route, essece, roues, ….) pour etre dépecées, la peau sera récupérée et traittée (chimiquement) puis expédiée dans quelques pays sud-asiatique assemblée en chaussure puis encartonée (arbres abatus, traittement – chimique – pour le carton de la boite, …) expédiées dans une boutique (de nouveau un camion, …) en attendant que quelqu’un (avec sa voiture) vienne les acheter.

ça fait venir un peu le vertige, non? et ce n’est qu’un exemple super simplifié.

Tout a une empreinte, nous ne pourons jamais arriver à une valeur zéro. Peut-etre nos ancetres qui vivaient dans les cavernes, et de toute manière avant la découverte du feu (=émition de CO2).

Cela ne signifie pas que nous devons baisser les bras et ne plus nous préoccuper de rien. nous pouvons devons faire quelque chose pour limiter les dégats et les équilibrer en meme temps.

limiter l’émition de CO2, et planter des arbres pour équilibrer ce qu’on ne pourra jamais éviter de produire – je ne crois pas que vous voulez retourner au beau des temps des cavernes, en mangeant de la viande crue et couvert de peau de bete, ou non?


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