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Liste des articles dans la catégorie erbe aromatiche.

TIMO – Thymus vulgaris L.

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Il timo è originario della regione mediterranea occidentale. Cresce spontaneo in tutta l’area mediterranea fino a 1500 m. Preferisce terreni calcarei e ben drenati. Vegeta bene nei luoghi soleggiati e non tollera inverni umidi e freddi.
Viene coltivato in Francia, Spagna, Grecia, Portogallo e Stati Uniti.

La diffusione dell’ impiego alimentare del Timo è dovuta non solo alle caratteristiche aromatiche ma anche a quelle antisettiche che contribuiscono a prolungare la conservazione dei cibi.

Viene utilizzato per le proprietà balsamiche, tossifughe, fluidificanti catarrali (è benefico anche per pertosse e asma), per combattere le infiammazioni e le infezzioni intestinali, per normalizzare i processi digestivi. Tisane e sciroppi di Timo tonificano l’ intero organismo, stimolano l’ appetito e la digestione, favoriscono il funzionamento del fegato, combattono le malattie da raffreddamento.

IN USO INTERNO: Le sommità fiorite.: Per le fermentazioni intestinali, e le affezioni catarrali dell’ apparato respiratorio. Infuso (tisana): 1 – 1,5 grammi in 100 ml di acqua. Due – tre tazzine al giorno (dolcificate con miele). Tintura vinosa: 2,5 grammi in 100 ml di vino bianco (a macero per 5 giorni). A bicchierini.

IN USO ESTERNO: Le sommità fiorite: Per detergere piccole piaghe e ferite in caso di necessità per purificare la cavità orale. Infuso: 5 grammi in 100 ml di acqua. Fare lavaggi, sciacqui e gargarismi.

Nella cosmetica popolare il Timo si usa per la sua energica azione defatigante sul viso (soffumigi brevi di una manciata di Timo in un catino di acqua bollente, tenendo ben chiusi gli occhi per evitare irritazioni).


IL ROSMARINO

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Il rosmarino è una pianta semirustica che va messa a dimora in marzo in terreno ben drenato e a sud.

Nelle zone particolarmente fredde e umide è bene riporla al riparo in inverno.

Fiore e foglie contengono un profumato olio essenziale stimolante per il sistema nervoso e per quello cardiaco. È ricco di acido rosmarinico dalle preziose qualità antiossidanti, vitamina A, C e E.

È un buon antidolorifico, utile per emicranie, reuma stimi e crampi muscolari, la sua azione più nota è l’azione di fluidificazione e aumento della bile il ché è utile nelle colecistiti e nei calcoli biliari.

Qualche foglia lasciate a macerare per una settimana in vino bianco produce un rinvigorante, utile per vista e cuore, da bere a bicchierini prima dei pasti.

Si può preparare un ottimo impacco ad azione antireumatica preparando un decotto con una manciata di foglie e fiori freschi o essiccati, in un litro d’acqua. Questo decotto, dall’alto potere astringente, può essere anche usato come tonico nella cura delle pelli impure e acneiche e per l’igiene intima.

Nella lotta contro la forfora preparate un infuso al rosmarino, eventualmente unito alla salvia, da usare per risciacquare i capelli.

Versate un cucchiaio di aghi, freschi o essiccati, in una tazza di acqua bollente e lasciate in infusione per 10 minuti, da bere prima e dopo i pasti. Serve per rafforzare la memoria e tonificare nell’affaticamento intellettuale e fisico.


MELISSA, melissa officinalis

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la melissa, nota anche come cedronella o erba limone, è facilmente coltivabile in qualsiasi tipo di terreno, essendo una pianta rustica e perenne, con tendenza all’invazione di qualsiasi spazi trovi liberi.

la posizione preferita è in semi-ombra.

le foglie, dal caratteristico profumo di limone, vengono impiegate per aromatizzare frittate, insalate, pesce, marmellate, macedonie di frutta. molto impiegata per la preparazione di liquori.

della melissa si utilizzano le foglie (raccolte in giugno) e le somminità fiorale (all’inizio della fioritura). Deve essere essiccata molto rapidamente in un luogo ombroso e ben ventilato affinchè non perda le sue proprietà.

l’infuso di melissa viene utilizzato nei casi di nervosismo, eccitazione nervosa, vertigini, digestioni difficili e per stimolare l’appetito.

l’infuso aggiunto all’acqua del bagno o usato come tonico per la pelle è un ottimo stimolante e detergente.

la melissa è pianta di Venere per eccellenza, cioè pianta medicinale per i disturbi femminili. Infatti, conosciuta fin dal Medioevo per le sue proprietà antiisteriche e sedative, è capace di curare una serie di problemi tipicamente femminili: ansia, disturbi gatrici, disturbi premestruali.

è considerata un riequilibrante del sistema nervoso dalle proprietà toniche e rilassanti. il medico Avicenna già nell’XI secolo attribuiva alla specie “la meravigliosa proprietà di rallegrare e confortare il cuore”.

ottimo l’uso in cucina in abbinameno con insalate, zuppe e marinate.

il suo profumo di limone si sposa perfettamente con le bevande a base di menta e succo d’arancio.

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SANTOREGGIA, satureja hortensis

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la santoreggia, satureja hortensis, è una specie annuale, preferisce i terreni asciutti, non neccessità di fertilizzazione o potature, e preferisce la siccità ad un eccesso di annaffiature.

le foglie, molto aromatiche, vengono raccolte poco prima della fioritura e usate per dare sapore a piatti di carne e pesce. anche i fiori possono essere usati. entrambe le parti sopportono l’essicazione.

la santoreggia si utilizza cruda o come infuso per la stanchezza, i problemi digestivi, le infiammazioni all’apparato intestinale e le brochiti.

le compresse dell’infuso sono ottime per le rughe, in particolare se fatte assieme alla salvia.

il decotto di santoreggia aggiunto all’acqua del bagno è ottimo per tonificare e purificare la pelle.  

mescolata assieme alla salvia, alla verbena odorosa ed al rosmarino ha un effetto afrodisiaco (i greci la dedicavano a dioniso, capace di far perdere a uomini e donne le inibizioni perché potessero lanciarsi in danze sfrenate e liberatorie. questi precedenti fecero si che ai monaci medievali fossero vietati la coltivazione e il consumo della pianta).

in cucina per il suo sapore quasi piccante che ricorda il timo viene utilizzata per aromatizzare varie pietanza che tra l’altro rende più digeribili.

conservano meglio le loro proprietà curative se le santoreggia sono conservate in mazzetti e sminuzzate al momento dell’uso. 

in bulgaria, la santoreggia è protagonista di varie preparazioni, tra cui il piatto nazionale: involtini di cavolo farciti con cipolla, riso, carne trita, prezzemolo, aneto, paprica, pepe e appunto santoreggia.
 

molte cucine preferiscono utilizzare l’erba acciuga (come viene anche chiamata la santoreggia) per condire verdure e soprattutto legumi. Il gusto intenso e aromatico della santoreggia, lievemente pungente, si sposa a meraviglia anche con cavoli, zucchine, patate, funghi, pomodori e molti altri ortaggi.

non è consigliabile farla cuocere a lungo, meglio aggiungerla a fine cottura.

un infuso delle cime fiorite di santoreggia favorisce la digestione, attenua i dolori allo stomaco, riduce la flatulenza e agisce contro la diarrea.

le foglie fresche sminuzzate e applicate sulle punture di insetti calmano il dolore, mentre le cime fiorite fatte macerare nel vino forniscono un buon tonico.


PIMPINELLA, Sanguisorba Officinalis

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la pimpinella è un erbacea perenne che richiede un terreno sciolto e un’esposizione soleggiata.

viene utilizzata, fresca o essicata, per aromatizzare insalate, minestre e vini. è da evitare le foglie troppo grandi.

usate le foglie giovani appena raccolte per sfruttare meglio il loro sapore di cetriolo ed evitare l’appassimento. quelle più tenere sono adatte alle insalate.

da un punto di vista medico è usato come stimolante dell’appetito e blando astringente intestinale.

questa piantina resiste bene al freddo e produce foglie verdi anche durante i mesi della stagione invernale.

è un’erba aromatica originaria dell’europa, molto popolare nell’inghilterra elisabettiana, caduta in disuso nella maggior parte delle località, per quanto sia ancora usata in alcuni piatti della cucina italiana o francese.

 

 


ERBE AROMATICHE

 

l’aroma migliore è quello delle piante fresche. il momento più adatto per la raccolta è diverso, a secondo della pianta e della parte che ci interessa: il fusto o le foglie (quando la pianta è ancora giovane), i fiori (al momento della fioritura) o i semi (quando i frutti maturano e cominciano a cambiare colore, diventando più scuri).

comunque la raccolta dovrebbe essere fatta la mattina, prima che il sole sia troppo alto, ma comunque dopo che la ruggiada sia scomparsa.

mentre le foglie più giovane devono essere trattate con delicatezza per evitare di ferirle, quelle più grandi possono essere usate per l’essicazione. l’essicazione deve essere fatta in modo perfetto per evitare la muffa o altri funghi che proliferano nell’umidità e rovinerebbe in modo irrimediabile il tutto. le piante da essicare devono essere poste in ambienti aerati e asciuti e mai posti ai raggi diretti del sole.

dopo 4 o 5 giorni le piantine saranno pronte (si capisce dal fatto che diventano fragile e scricchiolano leggermente se vengono toccate) per essere riposte i piccoli contenitori, preferibilmente a vetro scuro – quelli a vetro chiaro devono essere conservati in ambienti scuri.

le piante a foglie grandi devono essere asportate dai fusti, quelle a foglie piccole (timo, rosmarino, …) e a fusti sottili mantengono maggiormente il loro aroma quando sono conservate intere e tritate prima dell’uso.

le erbe essicate possono essere usate anche per preparare dei pot-pourris, e profumare così gli armadi, i cassetti o le varie stanze. quello più conosciuto è sicuramente quello alla lavanda. ma ci sono tante varianti interessanti, provate il timo con limone e verbena; il geranio a foglie profumate con il rosmarino e qualche buccia di arancia o limone; oppure la menta piperita con verbena, melissa (o anche citronella) e petali di rosa; …

la surgelazione è un metodo ottimo per conservare le piante  le sui foglie non si prestano a l’essicazione (cerfoglio, prezzemolo, …). si raccolgono le piante, si lavano e si mettono in un colino, si scottano immergendole in acqua bollente per un minuto, quindi si pongono in acqua fredda; vi si lasciano fino a quando si sono raffreddate, si fa scolare l’acqua e quindi si surgelano immediatamente, ponendo in carta stagnola da cucina, in cartoni cerati  o nei stampi di plastica per fare i cubetti di ghiaccio.

le piante surgelate si tritano più facilmente quando sono ancora gelate. Una volta scongelate, perdono la loro consistenza caratteristica; è pertanto consigliabile di asarle per aromatizzare, piuttosto che per guarnire le vivande. e soprattutto non possono essere nuovamente surgelate.

tratto da Il grande libro dei fiori e delle piante – enciclopedia pratica. Selezione del Reader’s Digest. splendido libro, dono di nozze.

 

 


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