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Esplosione demografica

 

Un Altro Tragico Dono del Dogmatismo Politico e Religioso

 

L’Esplosione Demografica è stata definita “la Madre di Tutte le Tragedie Contemporanee” perché fame, sete, guerra, povertà, disoccupazione, inquinamento, migrazioni di massa e desertificazione sono ovviamente e strettamente connesse con il drammatico incremento di cinque volte che ha portato l’umanità da 1,2 miliardi nel 1900 a 6 miliardi di persone a fine millennio. Valutando adeguatamente questo incremento dobbiamo essere consapevoli che l’aumento della popolazione umana in un singolo anno , alla fine del secolo scorso, era uguale all’incremento durante il primo Millennio dell’era Cristiana.

Ma, a dispetto del suo impatto di ineguagliabile gravità su tutti i maggiori problemi umani, l’esplosione demografica è stata ignorata durante tutto il secolo scorso, non solo dai leader politici e religiosi ma anche dai loro lacchè nei Dipartimenti di demografia, portando qualche acuto osservatore a concludere che la maggiore tragedia relativamente all’esplosione demografica non è la sua scala ed il suo impatto ma la sua totale negazione da parte dell’establishment politico, religioso e scientifico.

Questa negazione non può essere spiegata logicamente , ma solo psicologicamente . Tutti i maggiori dogmi religiosi e politici durante il secolo scorso, dal Cattolicesimo all’Islamismo, dal Fascismo al Comunismo, a dispetto dei loro proclamati contrasti su tutti gli altri temi, hanno unanimemente rifiutato ogni programma di controllo demografico o pianificazione familiare nelle loro politiche nazionali e internazionali. Perché?

Secondo la nostra opinione, perché la contraccezione comporta inevitabilmente un attacco ai tabù sessuali che, come dimostrato dalla psicologia politica, sono un pilastro portante dei fanatismi religiosi e politici ed anche perché la moltiplicazione dei pani e dei pesci è una promessa fondamentale di ogni Paradiso politico e religioso.

Ora, dopo una repressione di mezzo secolo dovuta alle gerarchie Cristiane ed Islamiche, Fasciste e Comuniste e lo sterminio di massa di mezzo miliardo di bambini condannati a morte, 10 milioni di donne uccise dall’aborto illegale, 200 milioni di giovani uomini uccisi da guerre territoriali e altre incalcolabili moltitudini di uccisi dalla povertà, disoccupazione di massa e genocidi, il problema sovrappopolazione sta nuovamente imponendo alla comunità internazionale il suo profilo opprimente, perché né brillanti economisti né fascinosi ideologi possono spiegare un singolo evidente fatto – es. i soli paesi del Terzo Mondo che hanno sconfitto la povertà, disoccupazione e sottosviluppo sono quelli (Cina, Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong e Singapore) che hanno simultaneamente adottato libero mercato e controllo delle nascite.

Ma come possiamo ottenere un rapido controllo della popolazione senza adottare le politiche coercitive della Cina?

Ancora una volta la psicologia, e la psicologia motivazionale in particolare, possono offrire una valida risposta, come studi Italiani specializzati hanno persuasivamente mostrato.

Comunque, questa risposta, così come tutte le misure per il controllo delle nascite, deve essere sostenuta politicamente dai Governi democratici attraverso la subordinazione d’ogni tipo d’aiuto economico e sociale, a favore dei paesi del Terzo Mondo, all’adozione di politiche per il controllo delle nascite.

CHI ALTRO SOTTOSCRIVE?
 

 

fonte: PARTITO RADICALE


certificazioni ecologiche – certifications écologiques

 

logo certificazione
Album : logo certificazione

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The Nordic Swan, utilisé en Norvège, Suède, Danemark, Finlande et Islande, encourage une conception durable des produits. Il est donc apposé sur certains papiers recyclés.

The Nordic Swan, usato in Norvegia, Svezia, Danimarca, Finlandia e Islanda incoraggia una concezione durevole dei prodotti. E’ apposto su alcune carte reciclate.

 

L’Ecolabel europeo (ou « écocertificat ») est un label attribué à un produit par une organisation certifiante, garantissant que le produit concerné a un impact réduit sur l’environnement. La certification peut etre requise par n’importe quelle entreprise appartenant à l’Union Européenne ainsi que par la Norvégie, l’Islande et le Liechtenstein.

L’Ecolabel europeo è un marchio usato per certificare (secondo il regolamento CE n. 1980/2000) il ridotto impatto ambientale dei prodotti o dei servizi offerti dalle aziende che ne hanno ottenuto l’utilizzo.  La certificazione necessaria può essere richiesta da qualunque impresa o azienda appartenente all’Unione europea come pure in Norvegia, Islanda et Liechtenstein.

 

FSC se traduirait grossièrement par « Conseil de bonne gestion de la forêt ». Créé avec l’appui du WWF après le Sommet de la Terre à Rio de Janeiro (Brésil, Juin 1992), suite à l’échec des négociations sur la protection des forêts, il concerne le bois et les produits dérivés du bois ou de la forêt (tropicale ou tempérée) et vise à garantir le respect des principes du développement soutenable. Ainsi, ce logo, apposé sur du bois ou des produits à base de bois, garantit la gestion durable des forêts sur la base des critères économiques, sociaux et environnementaux. C’est le seul label cautionné par 70 ONG environnementales, dont les deux principales qui sont WWF et Greenpeace. C’est le seul écolabel forestier qui accorde autant de place aux aspects sociaux et économiques qu’aux aspects environnementaux. Il est aussi réputé le plus crédible et transparent (le plan de gestion de la forêt est mis à disposition du public) et le plus exigeant des labels internationaux (le respect de tous les principes et critères sont obligatoires). Il est le seul a accorder une place obligatoire aux populations aborigènes et à tous les usagers de la forêt pour veiller à ce que les forces du marché ne portent pas atteintes aux droits des populations autochtones, sujet qui préoccupe aussi le réseau des forets modèles. Il est considéré comme le meilleur écolabel forestier par WWF, Greenpeace, Les Amis de la Terre et de nombreuses autres ONG, a été cité comme bon exemple d’écolabel par l’ONU ou en France par l’Ademe.

Il Forest Stewardship Council (o brevemente FSC) è un’ONG internazionale senza scopo di lucro che rilascia un marchio ecologico volto ad identificare i prodotti contenti legno ottenuto da foreste gestite secondo criteri di ecosostenibilità. E’ l’unico ad accordare un posto obbligatorio alle popolazioni aborigene.  E’ l’unico ecolabel forestale che dà la stessa importanza ai vari aspetti sociali, economici e ambientali.

 

Le logo décerné par l’APUR (Association des Producteurs et Utilisateurs de Papier Recyclé) indique la proportion de fibres cellulosiques de récupération utilisées et comporte un numéro d’agrément

Il logo rilasciato dall’ APUR (associazione dei produttori ed utilizzatori di carta reciclata) indica la proporzione di fibre di cellulosa recuperata e comporta un numero di approvazione.


quanto tempo per un degrado totale? combien de temps pour la complete détérioration?

Bottiglie di plastica:da 100 a 1000 anni; 

Carte telefoniche:1000 anni; 

Polistirolo:da 100 a 1000 anni; 

Accendino di plastica:da 100 a 1.000 anni; 

Lattine di alluminio:500 anni; 

Tessuto sintetico:500 anni; 

Assorbenti e pannolini:da 200 a 450 anni; 

Prodotti di nylon:da 30 a 40 anni; 

Cotton-fioc:da 20 a 30 anni; 

Sacchetto di plastica:da 100 a 1000 anni; 

Mozzicone di sigaretta:da 1 a 5 anni; 

Gomma da masticare:5 anni; 

Buccia di banana:2 anni; 

Stoffa e lana:da 8 a 12 mesi; 

Rivista di carta patinata:da 8 a 10 mesi; 

Fiammifero: 6 mesi; 

Torsolo di mela:da 3 mesi a 6 mesi; 

Fazzolettino di carta:3 mesi; 

Sigaretta senza filtro:3 mesi; 

Sigaretta con filtro: da 1 a 2 anni 

Quotidiano: 6 settimane; 

Buccia di frutta:1 mese. 

Stoviglie di plastica: da 100 a 1000 anni 

Vetro: oltre 4000 anni 

Legno verniciato: 13 anni  

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Bouteille de plastique: entre 100 et 1000 ans;

Carte téléphonique:1000 ans; 

Polistyrole:entre 100 et 1000 ans; 

Briquet en plastique: 1.000 ans; 

Cannette d’alluminium:500 ans; 

Tissus syntétique:500 ans; 

Absorbents et couches:entre 200 et 450 ans; 

Produit en nylon:entre 30 et 40 ans; 

Cotton-fioc:entre 20 et 30 ans; 

Sachet en plastique:entre 100 et 1000 ans; 

Chewing-gum:5 ans; 

Peau de banane:2 ans; 

Tissus et laine:entre 8 et 12 mesi; 

Revue en papier glacé:entre 8 et 10 mesi; 

Allumette: 6 mesi; 

Trognon de pomme:entre 3 mesi et 6 mesi; 

Mouchoir en papier:3 mesi; 

Sigarette sens filtre:3 mesi; 

Sigarette avec filtre: entre 1 et 2 ans;

Quotiden: 6 semaines; 

Couverts en plastique: entre 100 et 1000 ans ;

Verre: oltre 4000 ans;

Bois vernis: 13 ans 

 

 

 


LA CONDIVIZIONE DELLA MACCHINA – L’AUTOPARTAGE

Per eliminare il traffico, l’uso-abuso e l’inquinamento derivante della macchina ci sono varie soluzioni tra cui non usarla!

:-)

e preferire gli spostamenti in bici, a piedi o con i mezzi pubblici.

ma c’è anche un’altra soluzione: la condivizione della macchina.

 

quest’idea nasce in Svizzera, nel lontano 1948, quando il possesso di una macchina era un lusso tale che molti dovevano farne a meno, ma non ebbe un gran successo. Fu ripresa poi in Francia nel 1951 visto che il proliferarsi degli automezzi privati era tale da fare intuire quello che sarebbe stato un reale problema da affrontare. Ma il mondo è ancora ottimista e vede la cosa come una bizzaria. Finalmente, negli anni 80, si vedrà lo svilupparsi di sistemi di condivizione della macchina.

piuttosto che disporre di una macchina personale che rimane gran parte del tempo inutilizzata, l’utente dell’autosharing dispone di una macchina unicamente per la durata necessaria alle sue necessità. il resto del tempo la macchina viene ustata da altre persone.

In Italia si trova a Bolzano, Venezia, Milano, Rimini, Bologna, Roma, Genova, Firenze.

Il privato risparmia sull’acquisto della macchina e il suo mantenimento (assicurazione, benzina, controlli, riparazione), visto poi che quando uno ha una macchina la usa anche quando potrebbe evitarlo, e così inquina « inutilmente ».

 

 

 

Pour éliminer le traffic, l’utilisation, la sur-utilisation et la pollution qui dérive de la voiture, il  y a pas mal de solution… entre autre… ne pas l’utiliser!

:-)

et préférer les déplacements en vélo, à pieds ou avec les moyens publics.

mais il y a aussi une autre solution: la condivision de la voiture.

L’autopartage nait en Suisse, en 1948, quand la voiture était encore un luxe bien trop grand pour la plupart des gens, mais il n’eut pas un grand succès.

Plutôt que de disposer d’une voiture personnelle qui reste l’essentiel de son temps au parking, l’utilisateur d’autopartage dispose d’une voiture uniquement pour la durée de son besoin. Le reste du temps, la voiture est utilisée par d’autres membres.

En France vous trouves des associations d’autopartage a Bordeaux, Chambéry, Clermont-Ferrand, Grenoble, La Rochelle, Lyon, Villeurbanne, Marseille, Montpellier, Nîmes, Nantes, Narbonne, Paris, Poitiers, Rennes, Rouen, Strasbourg, Mulhouse, Toulouse.

Le privé épargne sur l’achat de la voiture et son maintient (assurance, essence, controles, réparations, …), vu que quand on a une voiture … on l’utilise…. meme quand on pourrait tranquillement l’éviter… et on pollue « inutillement ».


I cassonetti con le misure sbagliate

 

 

  

Palermo Sono 1.500: inutilizzabili. Uno spreco da 750 mila euro

Inservibili. Sbagliati. E ora anche invendibili. I cassonetti comprati l’anno scorso per far partire a Palermo la raccolta differenziata si sono rivelati un fallimento. Misure errate, sistema di aggancio incompatibile: i camion non li possono sollevare e svuotare. L’Amia, l’azienda comunale che si occupa di rifiuti, aveva comprato un primo blocco di 1.500 esemplari a 500 euro l’uno per un totale di 750 mila euro a spese dei contribuenti. Tutto inutile.

 

 

Corriere della Sera – domenica 21 giugno 2009


Io pretendo dignità – Amnesty International

Io pretendo dignità - Amnesty International dans diritti umani annuncio_ambientesalutare_02%5B1%5D

per saperne di più: clicca qui


Amazzonia che maccello – i risultati

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di seguito alla campagnia lanciata da greenpeace e alle firme raccolte, ci sono dei risultati!

emoticone

 

AMAZZONIA: PRIMI RISULTATI DELLA CAMPAGNA DI GREENPEACE

Cari cyberattivisti,

sono passate solo due settimane dal lancio del nostro rapporto “Amazzonia, che macello!” e dalla cyberazione con la quale abbiamo chiesto a marchi globali come Geox, Timberland, Clark’s, Adidas e Nike di non acquistare pelle che proviene dalla distruzione dell’Amazzonia. In queste due settimane sono successe diverse cose di cui ho piacere di mettervi a parte e Greenpeace ha già ottenuto dei successi importanti: vi chiedo quindi di leggere quanto segue, e, se possibile, di continuare a sostenerci, magari anche con una donazione.

In seguito alle denunce di Greenpeace, l’International Finance Corporation, l’agenzia della Banca Mondiale che sostiene gli investimenti privati nei Paesi in via di sviluppo, ha cancellato il prestito di 90 milioni di dollari concesso al gigante brasiliano Bertin. Come dimostriamo nel rapporto, questa azienda acquista carne e pelle da allevamenti illegali in Amazzonia, deforestando, occupando territori indigeni e impiegando i lavoratori come schiavi.

La giustizia brasiliana ha aperto un’indagine e si appresta a richiedere a Bertin e ai proprietari degli allevamenti illegali un indennizzo milionario per danni ambientali. Le principali catene di supermercati in Brasile – come Wal Mart, Pao de Azucar e Carrefour – hanno cancellato i propri contratti con Bertin in seguito a una azione civile del Ministerio Publico Federal, che ha imposto multe di circa 200 euro per ogni chilo di carne proveniente dalla distruzione dell’Amazzonia
.

Anche in Europa, Greenpeace ha lavorato perché il rapporto e le nostre richieste vengano presi considerazione dalle aziende coinvolte. Di seguito la situazione nel momento in cui ti scrivo:

Geox: dopo l’azione diretta a Milano, abbiamo incontrato Geox nella nostra sede, presentando una lista di punti da chiarire e obiettivi da rispettare; l’azienda si è impegnata a rispondere entro cinque giorni a partire da oggi.

Clark’s: continua a non rispondere alle richieste di Greenpeace, nonostante abbia inviato a tutti quelli che hanno partecipato alla cyberazione una mail nella quale, mentendo, asserisce di averci cercato per trovare una soluzione.

Adidas, Nike e Timberland: hanno partecipato a un incontro insieme a Greenpeace e Bertin nel corso del quale si sono detti sensibili ai problemi sollevati dal nostro rapporto; dall’incontro, però, non è ancora scaturito nessun tipo di impegno formale.

Noi, e spero anche voi, crediamo invece che Clarks, Geox, Nike, Timberland, Adidas e Reebok debbano interrompere immediatamente i loro rapporti commerciali con le aziende che deforestano, fanno uso di lavoro schiavile e occupano territori indigeni.

Queste aziende devono decidere se vogliono essere parte del problema o parte della soluzione. E anche voi potete fare la vostra parte per convincerle a prendere la decisione giusta. Come? Partecipando alla cyberazione, se non l’avete già fatto, e inviando questo messaggio ai vostri amici!

Continueremo a tenervi informati su quanto facciamo e riusciamo a ottenere per la difesa dell’Amazzonia e delle foreste in genere. Vi ricordo che questo è l’anno della Conferenza di Copenhagen, nella quale si decideranno le misure per combattere i cambiamenti climatici. E niente come le foreste antiche svolge un ruolo positivo per stabilizzare il clima del pianeta.

Amazzonia che maccello - i risultati dans ecologicamente parlando chiara

Chiara Campione
Responsabile campagna Foreste

 

 

Le gouvernement brésilien et de nombreuses grandes marques complices du massacre de l’Amazonie

 

FranceParis, le 10 juin 2009 – Après 3 années d’enquête détaillée au cœur de la filière de l’élevage brésilien, Greenpeace publie un rapport en forme de réquisitoire contre ce qui est le 1er moteur actuel de la déforestation au Brésil et dans le monde. Ce rapport démontre l’urgence d’actions – à tous les niveaux – sur la filière bovine brésilienne pour préserver la forêt amazonienne et le climat.

ici le dossier complet

 

les premiers résultats suitent à l’action entreprise par GREENPEACE se font voir!

continuons notre action!


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