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Si riaprono a Cancun i negoziati sul clima – wwf italia

La Comunità scientifica e l’UNEP (Programma ambientale delle Nazioni Unite) hanno puntato il dito sulle carenze degli impegni per combattere davvero i cambiamenti climatici. Per il WWF ora la principale priorità per i paesi presenti alla conferenza sul clima delle Nazioni Unite a Cancun, in Messico, è raggiungere un accordo su un piano che consenta di recuperare il tempo perduto.

“A questo punto vediamo chiaramente una netta discrepanza tra l’obiettivo dichiarato per la limitazione del riscaldamento globale e gli impegni internazionali in materia di mitigazione e finanziamenti” – ha dichiarato Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia del WWF Italia presente al vertice del Messico insieme alla delegazione internazionale del WWF – “Tuttavia, in molti paesi stiamo registrando una crescita di consenso attorno alla necessità di agire per il clima a livello nazionale. I risultati di Cancun dovranno innanzitutto riconoscere in modo esplicito la carenza degli impegni per riportare le emissioni a livelli di sicurezza e a proteggere la popolazione e il pianeta dagli impatti dei cambiamenti climatici, poi, partendo da quanto dichiarato da ciascun paese, sarà possibile mettere a punto un piano per recuperare il tempo perduto.”

Il diario giornaliero da Cancun di Mariagrazia Midulla sul blog ECQUO >>

“Il piano di Cancun finalizzato a recuperare il tempo perduto dovrà registrare progressi nell’ambito di numerose aree strategiche, dove le più promettenti dovrebbero essere quelle dei finanziamenti per il clima, della protezione delle foreste, della messa a punto e stipula dell’accordo per aiutare le popolazioni più vulnerabili ad adattarsi ai cambiamenti climatici e anche la costruzione di un sistema trasparente per attuare i tagli delle emissioni.”

L’Europa riesce a contenere le emissioni di gas serra, il rapporto « L’ambiente in Europa » dell’Agenzia Europea per l’Ambiente su Repubblica.it >>

Tra le sfide vi sono le questioni riguardanti la creazione di un insieme di impegni legalmente vincolanti riguardanti la protezione del pianeta e della sua popolazione, e anche il ruolo futuro del Protocollo di Kyoto. Le differenze tra i pareri sul tema che caratterizzano le posizioni dei paesi principali, come Giappone, USA, Cina e India, in particolar riguardo a quelli che dovrebbero essere i contenuti di un simile trattato, continuano a rallentare l’avanzamento del processo.  

Recentemente, ad esempio, il Giappone sembra insistere con decisione riguardo al suo desiderio di non avere un Protocollo di Kyoto, un elemento che renderebbe molto difficile il raggiungimento di risultati positivi a Cancun sul pacchetto di decisioni, a meno che il Giappone non scelga un atteggiamento più costruttivo. Per quanto riguarda Cancun è importante mettere a punto strumenti che consentano dei passi in avanti e costruire l’architettura per un accordo globale senza aspettarsi che  tutte le soluzioni emergano simultaneamente.
I 4 punti chiave per il WWF al Summit di Cancun:

•       Dovrebbe essere concordata la creazione di un fondo globale per il clima e dovrebbe essere fatta una dichiarazione chiara su come implementare le nuove e innovative fonti di finanziamenti per il clima che sono state proposte di recente dal Gruppo Consultivo di alto livello (High Level Advisory Group) del Segretario Generale dell’ONU.
•        Dovrà essere completato il testo sull’adattamento e dovranno essere prese decisioni riguardo alle diverse opzioni, per spianare la strada per l’attuazione del Quadro Generale di Attuazione delle Iniziative per l’Adattamento (Adaptation Action Framework for Implementation). Riguardo alla questione delle “perdite e dei danni”, le Parti dovranno essere pronte ad affrontare il fatto che alcuni impatti climatici sono già irreversibili e che i Paesi e le comunità vulnerabili hanno il diritto di essere assistiti quando tali perdite si verificano.
•         Il testo esistente del REDD (riduzione delle emissioni causate da deforestazione e degrado forestale) dovrà essere ulteriormente rafforzato per l’istituzione di efficaci sistemi nazionali che garantiscano che sia avviata la protezione delle popolazioni indigene e della biodiversità, e che le cause della deforestazione vengano affrontate sia dai paesi industrializzati sia da quelli in via di sviluppo. La “REDD+ partnership”, una iniziativa avviata da Norvegia e Francia su numerose foreste tropicali comprese quelle del Messico, ha già mobilitato 4,5 miliardi di $ USA per arrestare il processo di perdita delle foreste tropicali.
•        I paesi dovranno adottare formalmente gli impegni per il taglio delle emissioni presi nell’ambito dell’Accordo di Copenhagen e concordare in quale modo effettuare la misurazione, rendicontazione e verifica (“MRV”) di queste iniziative. Nella fase preparatoria di Cancun questo è stato oggetto di contrasti tra USA e Cina: gli USA dovranno chiarire la loro volontà di impegnarsi per efficaci regole internazionali  comparabili a quelle degli altri paesi industrializzati. E anche la Cina dovrebbe accettare una forma di verifica internazionale delle sue iniziative di mitigazione attuate a livello nazionale.

Nei giorni scorsi il WWF ha presentato un rapporto che dimostra come le economie emergenti si stiano sviluppando anche grazie all’innovazione « carbonio zero » >>

fonte: wwf


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