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Nagoya, nuovo « deal » per salvare il Pianeta

Nagoya, nuovo « deal » per salvare il Pianeta

1/11/2010 – La COP 10 vota il Piano di azione globale per la biodiversità

Per la difesa della natura questo è un momento storico: i Governi riuniti a Nagoya per la decima Conferenza della Parti (COP10) sulla Convenzione per laDiversità Biologica (CBD) hanno varato il Piano di azione globale per la biodiversità: 10 anni per salvare la biodiversità sul pianeta con un Piano d’azione condiviso al livello globale.
Questo accordo conferma il bisogno fondamentale di mettere al centro al conservazione della biodiversità come elemento fondamentale della nostra economia e della nostra società.

“I governi hanno riaffermato il messaggio che la protezione del benessere del pianeta è fondamentale nelle politiche internazionali e hanno dimostrato che lavorando insieme si può salvare la vita sul pianeta – ha dichiarato Jim Leape, direttore generale del WWF Internazionale.

I delegati che hanno partecipato alla 10ma Conferenza delle Parti sulla Biodiversità (COP10), riuniti dal 18 ottobre a Nagoya, sono riusciti finalmente a superare lo scoglio del regolamento ABS ,sull’accesso e la condivisione dei benefici derivati dalle risorse genetiche (Access and Benefit Sharing Protocol) che era in stallo da 18 anni da quando la Convenzione è stata firmata. 

Il Protocollo di Nagoya/ABS (così si chiamerà) è un risultato storico e consentirà che l’immenso valore delle risorse genetiche venga finalmente condiviso fra popoli e nazioni. Inoltre i governi hanno condiviso l’obiettivo di arrestare il sovrasfruttamento delle risorse marine e di proteggere il 10% delle aree marine costiere e le aree “high seas”. 

E su questo ultimo punto il commento del WWF: “Pur riconoscendo il grande progresso fatto su questo obiettivo il WWF sottolinea tuttavia che per adesso l’accordo riguarda solo la metà di quanto avevano chiesto gli scienziati per assicurare la conservazione di questi fondamentali biomi”.

Il nuovo Piano d’Azione per la biodiversità individua anche l’obiettivo di proteggere il 17% degli habitat terrestri che è un incremento modesto dell’attuale 10% ma pur sempre uno slancio in avanti perchè riguarda tutto il pianeta e da realizzarsi in un arco di tempo piuttosto breve (10 anni).

I governi hanno anche raggiunto un accordo per modificare i sussidi perversi (es pesca, agricoltura, trasformazione del territorio). Un‘ultima e non meno importante decisione, chiesta a gran voce e più volte anche dal WWF anche in occasione del lancio dell’ultimo Living Planet Report, il nuovo accordo chiede ai paesi di garantire che il valore della biodiversità venga integrata nelle contabilità nazionali. “Si tratta di un elemento strategico e nuovo nell’approccio alla difesa della natura, un segnale politico importantissimo che metterà in moto un nuovo approccio alla finanza globale » – ha dichiarato Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia.

Mentre il Giappone si è impegnato mettendo a disposizione fondi significativi, il resto dei paesi sviluppati non è stato in grado di mettere sul piatto altrettante risorse immediatamente disponibili. Tuttavia i governi hanno condiviso l’obiettivo di identificare i finanziamenti necessari al Piano strategico entro il 2012 , soldi « freschi » vitali e fondamentali per mettere mano immediatamente alla perdita di biodiversità nel mondo.

“Mentre sono stati fatti significativi progressi su molti fronti bisogna ancora lavora per mobilitare le risorse necessarie per aiutare i paesi in via di sviluppo per raggiungere il loro obiettivo. Ci ha rattristato vedere come alcuni paesi tra i più ricchi siano arrivati a Nagoya a mani vuote, incapaci o poco disponibili a mettere in gioco le proprie risorse capaci di rendere possibile per i paesi in via di sviluppo di raggiungere obiettivi impegnativi. I paesi lasciano Nagoya comunque con una nuova strada condivisa su come salvare la vita sul pianeta” – ha concluso Leape – Adesso è fondamentale che velocemente traducano queste premesse in azioni concrete. Speriamo che nei prossimi mesi anche l’Italia lavori per individuare le risorse necessarie a contribuire agli obiettivi che sono indicati nel piano globale e in quello nazionale. »

Il WWF ha chiesto al Governo italiano di mostrare il proprio impegno sia su scala globale sia su scala nazionale intervenendo nella Manovra 2011 (collocando un accantonamento in Tabella A della Legge di Stabilità 2011,la tabella in cui vengono previsti impegni di spesa corrente finalizzati ad iniziative speciali o nel decreto legge previsto per fine anno) con un adeguato impegno economico che consenta di avviare la realizzazione della Strategia nazionale della biodiversità, approvata lo scorso 7 ottobre, dopo 16 anni dalla ratifica da parte del nostro Paese della Convenzione internazionale della biodiversità (1994),

Il WWF conferma il fondamentale ruolo delle ONG in questi giorni di trattative nel legare tra loro i paesi, nel trovare soluzioni, nell’avvicinare posizioni, un continuo sforzo di facilitazione che ha aiutato a superare le contrapposizioni tra paesi sviluppati e non.


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