OBAMA IN CINA - OBAMA EN CHINE

Obama è stato in Cina, si speravano grandi discorsi e prese di posizioni.

Invece no.

Sul discorso dell’ambiente (i due paesi sono tra i più inquinanti del mondo) il riassunto finale lascia ben poco sperare. In effetti i due si sono già accordato che non ci saranno prese di posizioni importanti da parte loro durante il summit di Copenaghen, posticipando ogni decisioni all’anno prossimo.

Ad onor del vero ricordiamo comunque che la Cina investe più che non gli Stati Uniti per quanto riguarda l’energia verde, o per lo meno verdeggiante.

Inoltre Obama ha dichiarato, dietro precise richieste della Cina, che il Tibet fa parte della Repubblica Cinese invitando comunque il governo cinese ad un dialogo con (Sua santità) il Dalai Lama.

D’altronde cosa aspettarsi di Obama, aveva le mani legate. La Cina è il primo creditore degli USA, in quanto detiene la maggioranza del debito statunitense.

 

Obama a visité la Chine, on espérait de grands discours et quelques prises de position 

Et bien non. 

Sur le discours de l’environnement (ces deux pays font partie des plus polluant du monde) le résumé final ne laisse pas d’espace à l’optimisme. En effet ils se sont déjà mis d’accord sur le fait de ne pas prendre de position importante durant le summit de Copenaghen, renvoyant le tout à l’année prochaine. 

A être sincère il faut rappeler que la Chine investit plus que les Etats Unis sur l’énergie verte ou du moins verdâtre. 

De plus Obama a déclaré, sous pression de la Chine, que le Tibet fait partie de la République Chinoise invitant quand même le gouvernement chinois à ouvrir un dialogue avec (Sa Sainteté) le Dalai Lama. 

De toute manière que pouvions-nous nous attendre d’Obama, il avait les mains liées. La Chine est le premier créditeur des USA, vu qu’elle détient la plus grande partie de la dette américaine. 

 




COPENHAGEN - FIRMARE/DIGNER

 

Fastidiosa

 

QUALCOSA SI PUO' FARE… ON PEUT FAIRE QUELQUE CHOSE

in italiano: firma qui

en français: signe ici

 

 

 

COPENHAGEN

 

 

Il 7 dicembre, prenderà il via la quindicesima Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima, riunendo i governi del mondo.

Manca dunque pocchissimo a questo appuntamento.

E non manca niente al limite estremo per salvare il pianeta così come lo conosciamo.

Non è più tempo di essere orgogliosi di dividere la carta dalla plastica e di vantarsi di non aver usato la macchina domenica scorsa.

Non è più tempo di sperare, è tempo di agire, e in fretta se vogliamo salvare il salvabile.

Perchè ci sono già dei danni irreparabili. Animali scomparsi definitivamente da intere zone.

E TUTTI gli organismi hanno un posto e un utilità.

Non ci sono piccole o grande perdite. Solo perdite.

Gli insetti, così piccoli, sono uno dei fondamenti della vita, senza di loro non c'è possibilità d'impollinazione. In certe regioni del globo siamo già arrivati a dover eseguire l'impollinazione manuale.

La terra ha già visto delle catastrofe naturali che hanno fatto sparire degli organismi, vedi i dinosauri. 

Ma erano catastrofe naturali, ora siamo distruggendoci con le nostre mani, se non vogliamo essere i dinosauri di turno, sparendo del tutto, dobbiamo fare qualcosa, tanto e in fretta.

 

 

 

Le 7 décembre, la 15° conférence des Nations Unies pour le Clima commencerà, réunissant les gouvernements du monde.

Il manque donc pas grand chose à ce rendez-vous.

Et il manque encore moins à la limite finale pour sauver la planète telle que nous la connaissons. 

Il n'est plus temps d'etre orgueilleux de diviser le papier du plastique et de se vanter de ne pas avoir utilisé la voiture dimanche dernier.

Il n'est plus temps d'espérer, il est temps d'agir, et rapidement encore, si nous voulons sauver quelque chose.

Car il y a déjà des dégats irréparables. Animaux disparus à jamais dans des zones entières.

Et TOUS les organismes ont leur place et leur utilité.

Il n'existe pas de petites pertes, seulement des pertes.

Les insectes, si petits qu'ils soient, sont fondamentaux, sans eux il n'y a pas de pollination. Dans certaines régions di monde nous en sommes déjà à la pollination manuelle, car il n'y a plus les insectes nécessaires.

La terre a déjà subit des catastrofes naturelles qui ont fait disparaitre des organismes, voir les dinosaures.

Mais c'était des catastrofes naturelles, maintenant nous sommes en train de nous détruire de nous memes, et si nous ne voulons pas etre les dinosaures en question, disparaissant tout à fait, il faut agir, vite et bien.

MANGIARE ECOLOGICO IN NOVEMBRE - MANGER ECOLOGIQUE EN NOVEMBRE

 

FRUTTA

limone - citron

kiwi

arancia - orange

mandarino - mandarine

 

 

VERDURE

zucca - potiron

biettole - blette

porri - pourreaux

cavoli - choux

broccoli

carciofi - artichaut

carotte - carotte

cavolfiore - chou-fleur

finocchio - fenouil

radicchio - chicorée

spinacci - épinard




GOODGUIDE.COM

 

Qualche anno fa la professoressa Dara O’Rourke dell’Università Berkeley in California stava spalmando sua figlia con una protezione solare.

E si fermò a chiedersi se questa crema poteva essere del tutto adeguata a tale uso, su un bambino. Prese un campione, la portò in laboratorio e la fecce analizzare.

Ne risultò che uno dei componenti, tossico, era potenzialmente cancerogeno se esposto ai raggi del sole.

Questa è la genesi del sito http://www.goodguide.com/

Questa banca dati (prende in considerazione - e in studio - più di 60.000 prodotti di uso quotidiano) analizza chiaramente ogni articolo (pasta, cibo per neonato, deodorante, succo di frutta, ….) sulla base dei tre punti fondamentali per poter giudicare un prodotto:

- salute;

- impatto ambientale;

- impatto sociale.

dando un punteggio che permette una valutazione immediata, per i più volonterosi questi dati vengono comunque ampliati con criteri scientifici e accurati.

Purtroppo la maggior parte degli articoli presentati non sono commercializzati in Italia, non so da voi, però è interessante ed è uno spunto per sviluppare un pò di ricerca anche dalle nostre parti.

 

 

 

Il y a quelques années, la prof. Dara O’Rourke de l’Université Berkeley en California était en train de mettre une protection solaire à sa fille.

Elle se demanda si cette crème pouvait etre tout à fait “bon” pour son usage, et surtout pour un enfant. Elle prit un échantillon et le fit analizer dans un laboratoire.

Il en résultat que un des composants, toxique, était fortement cancérogène si exposé au soleil.

Voici la naissance du site : http://www.goodguide.com/

Ce site (prend en considération et étude, plus de 60.000 produits utilisés quotidianement) analize clairement chaques produits (pate, nourriture pour bébé, déodorant, jus de fruit, ….) sur la base des trois points fondamentaux pour pouvoir juger un produit:

- santé;

- impact sur l'environement;

- impact social.

donnant un vote qui permet une valutations immédiate, de plus ces données sont ampliées par des critères scientifiques et précis.

Malheuresement ces produits ne sont pas présent sur le marché italien (je ne sais pas pour le belge, le suisse et le français), mais c'est de toute manière intéressant et c'est un point de départ à développer avec un peu de recherche pour tout le monde.

APPELLO AMNESTY INTERNATIONAL

 

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Poco prima della mezzanotte del 2 dicembre 1984, nella città di Bhopal, nell'India centrale, migliaia di tonnellate di sostanze chimiche letali fuoriuscirono dall'impianto per la produzione di pesticidi della Union Carbide Corporation (Ucc). Circa mezzo milione di persone fu esposto a questi gas tossici. Nel giro di pochi giorni ci furono tra le 7000 e le 10.000 vittime e altre 15.000 nei 20 anni successivi. 
 
A distanza di quasi 25 anni l'area di Bhopal non è mai stata bonificata, né sono state condotte inchieste adeguate sull'incidente e sulle sue conseguenze. Più di 100.000 persone continuano a subire gli effetti della contaminazione senza la necessaria assistenza sanitaria e i sopravvissuti sono ancora in attesa di ottenere una riparazione equa per le sofferenze che il disastro ha provocato. In India è ancora aperta una causa penale. Nel dicembre 1991, la magistratura di Bhopal ha ordinato la comparizione in tribunale dell'allora amministratore delegato della Union Carbide, Warren Anderson, per rispondere alle accuse di omicidio colposo per la fuoriuscita dei gas tossici. Anderson non si è presentato in aula e nessuno dei tentativi di ottenerne l'estradizione dagli Usa è andato a buon fine.

Nel 1994, la Union Carbide Corporation (Ucc) ha venduto la sua quota azionaria del 50,9 per cento della Union Carbide India Limited (Ucil), l'azienda che possedeva la fabbrica al momento del disastro, alla MacLeod Russell (India) Limited di Calcutta. La Ucil è stata ribattezzata Eveready Industries India, Limited. La Ucc ha allora dichiarato: “A seguito della vendita della propria quota della Ucil, la Union Carbide non ha più alcun interesse - né responsabilità - nell'impianto di Bhopal, mentre la Eveready Industries continua a detenere il possesso esclusivo del terreno in concessione dal governo dello stato del Madhya Pradesh”. Nel 1998 la Eveready Industries ha restituito la concessione sul terreno dell'impianto di Bhopal al governo dello stato del Madhya Pradesh, apparentemente dietro richiesta del governo stesso.

Nel febbraio 2001, la Ucc è passata sotto il totale controllo della Dow Chemical Company. Anche se la Union Carbide ha continuato a essere un'entità giuridica separata, la sua identità aziendale e tutte le sue attività sono interamente integrate con quelle della Dow. Dow Chemical ha dichiarato pubblicamente di non avere alcuna responsabilità per la fuoriuscita delle sostanze tossiche o per l'inquinamento provocato dall'impianto di Bhopal.

 

 

FIRMA L'APPELLO

l’olio fonte di inquinamento - l’huile source de pollution

 

parlo dell'olio usato in casa… quello della scattola di tonno, l'olio sul fondo della boule di verdura o della teglia dell'arrosto della domenica.

Quando quest'olio finisce nello scarico dell'acqua per viaggiare fino ai corsi d'acqua o in mare l'inquinamento che ne deriva è folgorante.

 l'olio, avendo una massa più leggera dell'acqua, si allarga in modo esponenziale fino a creare delle macchie più o meno estese che soffocano il sistema biologico acquatico.

Per cui non versate gli oli alimentari nel lavello.

 

 

 

je parle de lhuile alimentaire utilisé à la maison…. celui des boites de thon, l'huile sur le fond de la boule de légumes ou du gigot du dimanche.

quand cet huile finit dans les tubes de l'eau, au moment du déchargement de la vaisselle, pour finir dans les cours d'eau ou à la mer, la pollution qui en dérive est fulgurant.

L'huile, étant plus légère que l'eau, s'élargit terriblement pour créé des taches plus ou moins large qui suffoquent le système biologique acquatique.

Donc évitez de jetter les huiles dans le lavabo.




ADDITIVO ALIMENTARE - ADDITIF ALIMENTAIRE

l'additivo è una sostanza di origine naturale o chimica che viene aggiunta ad un alimento per renderlo commercialmente più presentabile o migliore.
Essi sono definiti per legge a livello europeo come “qualsiasi sostanza normalmente non consumata come alimento in quanto tale e non utilizzata come ingrediente tipico degli alimenti, indipendentemente dal fatto di avere un valore nutritivo, che aggiunta intenzionalmente ai prodotti alimentari per un fine tecnologico nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione, trattamento, imballaggio, trasporto o immagazzinamento degli alimenti, si possa ragionevolmente presumere che diventi, essa stessa o i suoi derivati, un componente di tali alimenti, direttamente o indirettamente” (Direttiva del Consiglio 89/107/CEE).

La lettera E seguita da un numero indica che l’additivo è stato approvato dall’Unione Europea.

Il numero che segue lo fa rientrare in una categoria specifica.

E1..: colorante

E2..: conservante

E300 a E322: antiossidante

E325 a E385: correttore di acidità

E4..: addensanti, emulsionanti e stabilizzanti

Aromatizzanti: non hanno un nome in codice. Conferiscono particolari odori e sapori al prodotto. La legge italiana prevede che siano indicati sull'etichetta in modo generico come aromi, sia gli aromi di origine naturale che di origine sintetica.Attenzione che per aromi naturali si intendono anche quelli prodotti in laboratorio e che abbiano formula chimica corrispondente a quella dell'aroma naturale.

qui e qui ho trovate delle tabelle illustrando i vari tipi di additivi ed usi.

tante personne sono sempre più preocupate dal fatto che l'uso massiccio e sistematico di questi additivi siano responsabili dell'aumento evidente a tutti di vari problemi come l'iperattività, l'asma e le varie allergie.

Personalmente evito i prodotti E.


L'additif est une substance naturelle ou chimique qui est ajoutée à un aliment afin de le rendre commerciallement plus présentable ou meilleur


Les additifs alimentaires sont définis par un décret du 18 septembre 1989 : « On entend par additif alimentaire toute substance habituellement non consommée comme aliment en soi et habituellement non utilisée comme ingrédient caractéristique dans l'alimentation, possédant ou non une valeur nutritive, et dont l'adjonction intentionnelle aux denrées alimentaires, dans un but technologique au stade de leur fabrication, transformation, préparation, traitement, conditionnement, transport ou entreposage, a pour effet, ou peut raisonnablement être estimée avoir pour effet, qu'elle devient elle-même ou que ses dérivés deviennent, directement ou indirectement, un composant des denrées alimentaires. »

la lettre E indique que l'additif a été approuvé par la comunauté européenne, le numéro le fait rentré dans une catégorie spécifique.

E100 à E180 - Colorants alimentaires

E200 à E297 - Conservateurs

E300 à E321 - Anti-oxydants

E322 à E495 - Emulsifiants, stabilisants, gélifiants

E500 à E585 - Acides, alcalis, etc.

E620 à E641 - Révélateurs de goût

E900 à E1520 - Divers


j'ai trouvé
ici et ici quelques informations en plus sur l'utilisation et les conséquences des additifs.


beaucoup de personne sont toujours plus inquiètes du fait que l'usage massif et sistématique de ces additifs soient responsable de l'augmentation évidente à tous de plusieurs problème de santé comme l'iper activité, l'asme et beaucoup d'allergie.


Personnellement j'évite les produits E

((o_o))

 

Chi usa il criterio di “naturale”, “ecologico”, “biologico”, “sano”, …. si trova spesso e volentieri davanti ad una via senza uscita dovuto alla mancanza di informazioni.

Non solo deve tenere a mente un bel pò di informazioni che, per legge, dovrebbero essere messe chiaramente in bella mostra, ma deve (dovrebbe?) approfondire per conto suo visto che alcuni dati non sono messi in chiaro.

Un prodotto “buono”, non è necessariamente quello venduto nel repparto biologico, o quello circondato da un'aurea verde. I valori da tenere a mente sono una moltitudine pressochè infinita.

Si possono riassumere in una parola: impronta ecologica.

E' un argomento complesso che fa venire le vertigini per la vastità della cosa.

Tutti gli oggetti che ci circondano e che usiamo hanno un impronta, cioè un valore di inquinamento. Che sia la penna, le scarpe, la mela, le tende, il cucchiaino, il telefono, il pommello dell'armadio o il nastro nei cappelli, tutti questi oggetti hanno un valore di inquinamento dovuto a

- le materie prime che lo compongono (che a loro volta hanno un impronta di inquinamento),

- i mezzi di trasporto per portare queste materie prime in fabbria (che a loro volta hanno un impronta di inquinamento),

- i macchinari per produrli (che a loro volta hanno un impronta di inquinamento),

- i mezzi di trasporto per portali in negozio (che a loro volta hanno un impronta di inquinamento),

- via dicendo….

 

un esempio?

le scarpe ai vostri piedi: da qualche parte è stato espropriato un gruppo di persone per usare il terreno stato disboscato un pezzo di terra per coltivare il mangime della mucca che verrà portata (su un camion - per cui strade, benzina, gomme delle ruote, ….) al maccello dove verrà recuperata la sua pelle che verrà trattata (chimicamente) poi spedita in qualche paese sud-asiatico e assemblata in forma di scarpa poi impacchetata (albero abbattuto, trattamento - chimico - per ricavare il cartone della scatola, …) spedita in un negozio (di nuovo camion, … ), in attesa che qualcuno (con la sua macchina) venga a comprarle.

fa venire le vertigini, vero? e questo è un esempio super simplificato.

Tutto ha un impronta, non si potrà mai arrivare ad un valore pari a zero. Forse i nostri antenati che vivevano nelle caverne, e comunque prima della scoperta del fuoco (=emissione di CO2).

Questo non significa che possiamo buttare la spugna e non preoccuparsi più di niente. Si può deve fare qualcosa per limitare i danni e anche equilibrarli. 

Limitare l'emissione di CO2, e piantare alberi per controbilanciare quel poco che non si può fare a meno di produrre - non credo che vogliate tornare ai tempi delle caverne, mangiando carne cruda e coperti di pelle di animali - o no?

 

 

 

Qui utilise un critère de “naturel”, “écologique”, “biologique”, “sain”, … se retrouve trop souvent devant à une impasse du au manque d'information.

Non seulement il devrait se rappeller de pas mal d'informations qui, selon la loi, devrait etre indiquées clairement, mais, de plus, il devrait doit approfondir pour son compte certaines données ne sont pas à connaissance de Monsieur Toutlemonde.

Un produit ”bon”, n'est pas nécéssairement celui qui est vendu dans le magasin biologique, ou celui qui a un alone vert. Les valeurs à tenir présentes sont en quantité infinie.

On peut résumer tout ça en un mot: empreinte écologique.

Il s'agit d'un argument complexe qui fait venir quelques vertiges vu la vastité de la chose.

Tous les objets qui nous entourent et que nous utilisons créent une empreinte, c'est à dire une certaine quantité de pollution. Que ce soit un bic, des chaussures, une pomme, un rideau, une petite cuillère, le téléphone, le pommeau de l'armoire ou le ruban dans les cheveux, tous ces objets ont une valeur de pollution du à:

- les matières premières qui le composent (qui ont aussi une empreinte écologique)

- les moyens de transport pour porter ces matières premières à l'usine (qui ont aussi une empreinte écologique)

- les machines de production (qui ont aussi une empreinte écologique)

- les moyens de transport de l'usine à la boutique (qui ont aussi une empreinte écologique)

- etc…

un exemple?

Les chaussures à vos pieds: quelque part un terrain a été exproprié à ses propriétaires à été livellé pour planter la soia pour les vaches qui seront porter (en camion - et donc route, essece, roues, ….) pour etre dépecées, la peau sera récupérée et traittée (chimiquement) puis expédiée dans quelques pays sud-asiatique assemblée en chaussure puis encartonée (arbres abatus, traittement - chimique - pour le carton de la boite, …) expédiées dans une boutique (de nouveau un camion, …) en attendant que quelqu'un (avec sa voiture) vienne les acheter.

ça fait venir un peu le vertige, non? et ce n'est qu'un exemple super simplifié.

Tout a une empreinte, nous ne pourons jamais arriver à une valeur zéro. Peut-etre nos ancetres qui vivaient dans les cavernes, et de toute manière avant la découverte du feu (=émition de CO2).

Cela ne signifie pas que nous devons baisser les bras et ne plus nous préoccuper de rien. nous pouvons devons faire quelque chose pour limiter les dégats et les équilibrer en meme temps.

limiter l'émition de CO2, et planter des arbres pour équilibrer ce qu'on ne pourra jamais éviter de produire - je ne crois pas que vous voulez retourner au beau des temps des cavernes, en mangeant de la viande crue et couvert de peau de bete, ou non?

BENE BENE BENE

umido.jpg

 

Nella mia strada hano messo un punto raccolta per l’umido. Sono proprio contenta.

 

Dans ma rue il y a finallement la récolte de l’humide. Je suis bien contente.

 

 

 




ne jamais oublier

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Palden Gyatso

Palden Gyatso
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    Ce blog en bref

    mes posts naissent d'expériences personnelles, miennes et d'amis ou connaissances, de ce que je lis sur web ou sur livres, mais aussi du bon sens (ce qui est tout relatif). à la fin c'est un pot pourri qui ragrouppe des notions et des informations que je juge intéressantes.

    questo blog in breve

    i miei post nascono dalla mia esperienza personale mie e di amici e conoscenti, da quello che leggo su web o in vari libri, ma anche dal buon senso (che è tutto relativo). finalmente è un pot-pourri che raggruppa nozioni ed informazioni che mi sembrano interessanti.